Finanza
Cliente picchiato, il bar viene chiuso di nuovo
Lo stop di dieci giorni è stato disposto dal questore
FIRENZE. Una lite tra due clienti, uno dei quali è finito in ospedale col naso rotto. L’episodio, accaduto proprio una settimana fa, il 15 ottobre scorso, è alla base della decisione del questore Maurizio Auriemma, che ha disposto la chiusura dello “Stangers Bar” di via Nazionale. La sospensione temporanea della licenza, della durata di dieci giorni, è stata assunta per motivi di ordine e sicurezza pubblica.
Appena un mese fa, più precisamente il 21 settembre, il locale era stato oggetto di un altro provvedimento di sospensione dell’attività per cinque giorni, poiché all’interno si erano verificati fatti analoghi, complice, nella circostanza, anche l’abuso di alcol.
Nell’ultimo episodio a dare l’allarme sarebbe stato lo stesso titolare del locale, ma questo non è bastato a evitare la chiusura. Ad avere la peggio è stato un trentacinquenne di origine calabrese, colpito con pugni al volto da un giovane, probabilmente di origine nordafricana, che poi si è dato alla fuga facendo perdere le sue tracce. La vittima, finita al pronto soccorso, è stata dimessa con una prognosi di trenta giorni per frattura delle ossa nasali. Nel provvedimento, predisposto dalla divisione di polizia amministrativa della questura e firmato dal questore Auriemma, viene a evidenziato come sia emersa una situazione di «pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica», «essendo il pubblico esercizio in questione stato teatro di un fatto di eccezionale violenza, a seguito del quale un avventore ha riportato importanti lesioni al volto». La stop di dieci giorni è stato notificato al titolare del locale nella notte tra venerdì e sabato dagli agenti della squadra volante. Dall’inizio dell’anno il questore ha disposto 27 sospensioni della licenza a bar, discoteche, locali e market della provincia di Firenze. Poliziotti e carabinieri sono intervenuti anche per sedare violenti liti e tafferugli, spesso anche tra giovani in stato di ebbrezza. La somministrazione di alcol a minori si è rivelata, in ben otto diverse situazioni, la causa dei disordini. Sempre il “fattore alcol” sarebbe stato il denominatore comune alla base di almeno altri otto episodi.
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