Sicurezza
Firenze si colora di pace. In piazza sfila pure il Pd
Mille persone in corteo per dire stop alla guerra in Ucraina. Altro che polemica sulle armi, ora tiene banco il caro energia
«Sì alla pace, no alla guerra per il bene della terra». Ed è con queste parole che oltre mille persone si sono ritrovate in piazza Sant’Ambrogio per manifestare in nome della pace, del disarmo e della non violenza. Mentre la guerra in Ucraina continua, facendosi sempre più preoccupante anche a causa della continua minaccia nucleare agitata da Putin, sono in molti a chiedere che si apra un tavolo della diplomazia.
Il corteo, iniziato alle 18, percorre le strade del centro, passando per Borgo Pinti e Piazza Duomo. Ad otto mesi dall’invasione russa e alla vigilia della Settimana Onu per il disarmo, la manifestazione pacifista è stata indetta dalla Rete italiana Pace e Disarmo, in collaborazione con Europe for Peace, organizzazione che unisce le principali reti per la pace in Italia, e vede la partecipazione di alcune associazioni italiane pacifiste, come Mille contro la guerra e il Comitato Fiorentino Fermiamo la Guerra. Le bandiere della pace colorano le vie della città e sono sventolate dalla maggioranza dei partecipanti, ma la presenza di giovani è scarsa: «I ragazzi andrebbero sensibilizzati. Ci dispiace vederne così pochi. Siamo qui perché vogliamo trattative di pace e vogliamo che la Nato cessi con la sua politica aggressiva. Basta menzogne, dobbiamo far sentire la nostra voce e speriamo di far valere, nel nostro piccolo, le nostre ragioni», raccontano Filippo e Gianluca, due studenti di Siena che saranno presenti anche nelle prossime manifestazioni.
I manifestanti chiedono alle istituzioni di «smettere di giocare a Risiko», come suggerisce la scritta su una maglietta di una donna, e invocano lo stop immediato al rifornimento bellico, nel rispetto della vita umana e dell’ambiente. «Chiediamo che tutto questo finisca perché l’escalation militare non porterà alla de-escalation come ci dicevano, tutt’altro. Bisogna intervenire per mettere un punto, non possiamo andare avanti a suon di bombe e vite spezzate», spiega Antonella Falchi, arrivata qui a Firenze da Perugia insieme alle colleghe di lavoro. Il corteo avanza a passo lento, cantando canzoni di Bob Dylan e Bella Ciao, seguendo il ritmo di tamburi e trombe, che accompagnano i manifestanti fino alla fine dell’evento. Tra i partecipanti, in mezzo alla folla, sfilano i consiglieri comunali della Sinistra, esponenti di Sinistra Italiana, sono presenti i deputati Andrea Quartini del M5s e Arturo Scotto di ArticoloUno, e ci sono tutte le sfumature di Pd, con l’assessora al welfare Sara Funaro, l’assessore all’ambiente Andrea Giorgio, l’ex presidente della Regione Enrico Rossi, il presidente del consiglio comunale di Firenze Luca Milani, e poi c’è l’imam di Firenze Izzedin Elzir. Nonostante la presenza dei rappresentanti delle istituzioni, c’è chi non è d’accordo: «I politici che partecipano oggi è come se stessero piangendo sul latte versato. È colpa delle decisioni prese dal governo se stiamo ancora protestando», spiega Simone Andrei mentre tiene in mano il cartello «Putin paga i danni di guerra».
Durante la sfilata, i partecipanti si scambiano opinioni e punti di vista: c’è chi è sceso in piazza per protestare contro le logiche di guerra che poi si abbattono sulla vita di tutti giorni, come Federica, venuta qui con il figlio più piccolo che indossa una maglietta con i colori della pace: «Io come tutti i presenti di stasera, sono davvero dispiaciuta per quanto sta accadendo in Ucraina. Siamo qui per manifestare la nostra vicinanza al popolo aggredito, puniamo le azioni di Putin, ma dobbiamo smetterla con le frecciatine e le minacce. È giunta l’ora di trovare un accordo, perché le speculazioni energetiche stanno aggravando la crisi economica e molte famiglie non sanno come arrivare a fine mese». Il corteo si conclude poco prima delle 20, in piazza dei Ciompi e, una volta arrivati tutti i partecipanti, qualcuno estrae dallo zaino una tromba ad area compressa, che vorrebbe simulare le sirene antiaeree, gettandosi poi a terra. Un suono, fortunatamente per noi, di lontana memoria. Firenze è una delle 60 città che hanno aderito al progetto di Rete italiana Pace e Disarmo. La manifestazione fiorentina anticipa il grande corteo nazionale che si terrà a Roma il 5 novembre.
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