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Bufera sul Maggio Musicale: il sovrintendente Pereira pronto a lasciare

di Luca Gasperoni
Bufera sul Maggio Musicale: il sovrintendente Pereira pronto a lasciare

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FIRENZE. Nel mezzo della tempesta economica affrontata dal teatro del Maggio musicale fiorentino soffia aria di crisi. Con il Sovrintendente, Alexander Pereira, pronto a lasciare di fronte alle crescenti difficoltà gestionali che limitano la crescita della programmazione artistica. Il bilancio approvato a luglio, infatti, registra un’impennata dei costi di produzione e un debito di 52,6 milioni. Servono finanziamenti, altrimenti calerà il sipario. «Il Maggio per poter vivere ha bisogno di 4-5 sponsor, da 500.000 euro l’uno – spiega Pereira – ne ho già uno, sono convinto di trovare anche gli altri perché la storia dice che sono uno dei migliori 'acquisitori' di risorse. Se poi non troverò sponsor allora a quel punto me ne vado. Ma è una considerazione retorica perché questo non accadrà».

Un’uscita che fa sobbalzare Palazzo Vecchio, da mesi in prima linea nella difesa del Sovrintendente per lo scandalo ‘spese pazze’. Il sindaco, Dario Nardella, «prende atto delle parole» e annuncia la convocazione a novembre del Consiglio di indirizzo della Fondazione «per avere un quadro chiaro e certo del bilancio 2022 e per esaminare le proposte di Pereira». Il terremoto si origina durante l’audizione della commissione controllo di Palazzo Vecchio, convocata per discutere dei problemi di liquidità della Fondazione. Una settimana fa Palazzo Vecchio e il Sovrintendente hanno rassicurato i sindacati sulla regolare retribuzione dei 300 dipendenti nonostante le casse quasi vuote. «Gli stipendi di settembre e ottobre – spiegano i consiglieri di Sinistra progetto Comune, Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – sono state garantiti a fatica. Quelli di novembre, ci è stato detto oggi (ieri ndr), saranno pagati solo se l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze il 25 ottobre confermerà un contributo straordinario di 700-800.000 euro».

Una situazione che porta il Sovrintendente a sollevare dubbi sulla sua permanenza al vertice, raccontano per primi i consiglieri di Spc dando il via alla baraonda. Con il diretto interessato ad ammettere e chiarire la caccia a 4 milioni di euro - un paio promessi dall’ex ministro della Cultura, Dario Franceschini, un paio provenienti dagli sponsor - necessari a salvare la fondazione e continuare a sognare in grande. «So che a Roma, al ministero, devo andare con qualcosa in mano – chiarisce Pereira – se mi presento con un paio di milioni di euro posso chiedere al ministero di supportarci, di aiutarci, facendo magari uno statuto speciale del Maggio, e creare il festival più importante d'Italia».

Nel frattempo il Sovrintendente pensa anche a partnership con compagnie aeree. «Ne stiamo facendo una con Air Dolomiti: potrebbero proporre pacchetti viaggio per Firenze con inclusa una serata al Maggio, in modo da dare ossigeno alla casse. Poi all'inizio di dicembre arriveranno fondi extra per 35 milioni dal Ministero come restituzione del patrimonio: questo è fondamentale per noi, perché non posso stare ogni giorno a capire se posso pagare gli stipendi oppure no».

Per Palagi e Bundu «non è la figura adatta per Firenze e il Maggio musicale. L’errore del sindaco è evidente. La maggioranza ha sempre coperto ogni decisione, ma ora la situazione è troppo pericolosa per chiudere gli occhi». Dura anche la presa posizione di FdI con il capogruppo in Consiglio regionale, Francesco Torselli e l’omologo a Palazzo Vecchio, Alessandro Draghi: «Nessuno piangerà per le dimissioni di Pereira». 

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