Toscana
Insegnanti degli appalti in sciopero: meglio precari che in cooperativa
FIRENZE. Novantadue insegnanti della scuola dell’infanzia che preferiscono accettare il precariato negli istituti statali piuttosto che un contratto con le cooperative a tempo indeterminato. Perché si verifica questa situazione? Tutto è nato nel 2016, quando il comune di Firenze ha deciso di esternalizzare metà dei docenti della scuola dell’infanzia comunale, offrendo loro un contratto di cooperativa. Questa scelta era stata motivata dall’esigenza di bloccare le assunzioni nei comuni. Ma ad oggi, nonostante gli accordi sindacali per garantire migliori condizioni lavorative a questi 92 insegnanti, la situazione è sempre più critica.
«Negli anni si è visto che questo non basta» sostiene Jacopo Geirola, rappresentante Cgil Firenze che si occupa degli appalti comunali. Non basta perché gli insegnanti della cooperative, da contratto, hanno uno stipendio nettamente più basso rispetto ai loro colleghi statali: circa 300/400 euro in meno ogni mese. A ciò si aggiunge anche il mancato riconoscimento della piena retribuzione durante il periodo estivo, nei mesi di luglio ed agosto quando a questi docenti vengono riconosciute solo 19 ore settimanali, anziché 25. In questo modo perdono circa mille euro in due mesi. Come se ciò non bastasse si registra un’altra criticità: il servizio prestato in appalto non viene riconosciuto ai fini delle graduatorie provinciali per le supplenze e per le messe a disposizione il cui punteggio serve poi per diventare un insegnante di ruolo.
Per questo è stato proclamato uno sciopero per oggi, dalle 9:30 alle 10:30, in piazza Signoria sotto Palazzo Vecchio, lato via dei Gondi. «Con questo presidio chiediamo più risorse e migliori condizioni lavorative per questi docenti» continua Jacopo Geirola. «Bisogna migliorare le retribuzioni e ripristinare le ore di attività di ampliamento dell’offerta formativa di musica, inglese e attività psicomotoria. Chiediamo al sindaco e all’assessore all’istruzione Sara Funaro di dare delle risposte anche se nessuno si è presentato al tentativo di conciliazione col sindacato in prefettura, dicendo che si tratta di dipendenti non comunali, ma il servizio lo è» conclude il rappresentante della Cgil. Il comune di Firenze, a settembre, ha esaurito la graduatoria per assumere docenti: il presidio è stato indetto per chiedere sia un nuovo percorso di reinternalizzazione del servizio che un ulteriore concorso nel 2023 per l’assunzione di docenti, dando il massimo della valorizzazione al punteggio di chi lavora o ha lavorato nell’appalto comunale e parteciperà al concorso. Intanto, nelle classi si alternano docenti dipendenti del comune con quelli della cooperativa. Un continuo turnover che mette a repentaglio la continuità dei servizi scolastici provocando le proteste dei genitori e il disorientamento dei piccoli alunni, costretti, quando tutto va bene, a cambiare insegnante ogni anno. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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