Sicurezza
La lotta degli ex operai Testi contro il disastro ambientale
Dopo le proteste per riprendersi il posto, ora la sfida per evitare danni al territorio
GREVE IN CHIANTI. Si alzavano con gli occhi stropicciati, sbucavano fuori dalla tenda e la prima cosa che vedevano erano i cancelli del cementificio chiuso. Per mesi la vita degli operai Testi è scorsa così, un caffè preso dal thermos e la speranza che dopo la pioggia arrivasse la buona novella del lavoro. Hanno combattuto per il lavoro. La fabbrica è rimasta chiusa, ma a suon di proteste, battaglie, cortei e picchetti si sono ripresi la propria vita e un posto. Ora vorrebbero che fosse il posto dove lavoravano a riprendere vita e che in fondo alle colline del Chianti non rimanesse questo cratere e un ammasso di cemento, lamiere e veleni. Ma la lotta non è finita, ha solo cambiato volto.
Adesso gli ex operai della Testi si battono per evitare un possibile disastro ambientale, provocato da quel che rimane del cementificio. L’immensa struttura, inserita tra le colline, rappresenta un danno per l’ambiente per via dei prodotti abbandonati al suo interno. E anche di questo si parlerà oggi, alle 17, alla casa del popolo di Greve in Chianti. Dopo l’introduzione di Marco Carletti, segretario generale della Fillea Cgil di Firenze, seguiranno gli interventi di Valerio Fabiani, consigliere politico del presidente della Regione, Eugenio Giani; Paolo Sottani, sindaci di Greve; Paola Galgani, segretaria generale della Camera del lavoro di Firenze; Roberto Ciappi, sindaco di San Casciano Val di Pesa e, infine, il consigliere regionale Massimiliano Pescini. Per raccontare i 349 giorni di presidio dei lavoratori nella frazione Passo dei Pecorai.
Tutto ha inizio quando, nell'aprile 2019, Buzzi Unicem Spa ha acquistato lo stabilimento di Testi, rendendo l’acquisto esecutivo a fine luglio 2019. Sembrava un nuovo inizio per l’azienda, dopo anni passati da una proprietà all’altra. Poi è arrivato il Covid e nel marzo 2020 tutti i dipendenti sono entrati in cassa integrazione. Le attività sarebbero dovute ripartire a maggio, come hanno fatto tutte le altre cementerie di Buzzi Unicem in Italia, invece i vertici della società hanno deciso di prolungare la cassa, svuotando tutti i silos del cemento e del clinker, trasferendo il direttore in un altro stabilimento senza sostituirlo. Gabriele Spadini, uno degli operai simbolo della vicenda, ha lavorato nel cementificio per 25 anni. I giorni e le notti passati al freddo e sotto la pioggia sono stati duri, ma sono valsi ad ottenere l'attenzione delle istituzioni. Sono una cinquantina i lavoratori ricollocati, chi in altri siti del gruppo, chi invece tra le piccole aziende del territorio, mentre sono 25 gli operai non ancora ricollocati, ma una decina di loro sono vicini alla pensione. Per questo, nel novembre 2021, è stato sottoscritto il protocollo per la riconversione e la riqualificazione dell’area di Testi Cementi. Un patto stipulato tra Regione e i Comuni di Greve e San Casciano, con lo scopo di portare alla riconversione industriale e alla trasformazione dell’area in un polo produttivo per la bio-economia e per l’economia circolare.
«Adesso ci battiamo per la riqualificazione della zona e Buzzi si sta impegnando. Insieme all'Università degli Studi di Firenze e al Politecnico di Torino, è stato realizzato uno studio che si occupa di avvicinare le aziende interessate ad investire sul territorio», aggiunge Spadini. Come sostiene Valerio Fabiani, consigliere politico del presidente Giani, «l’azienda Buzzi ha cessato l'attività con gli esuberi, ma si impegna a sostenere la reindustrializzazione, un progetto complesso, ma hanno incaricato un consorzio scientifico a studiare il livello di fattibilità, prendendo spunto da un'idea della regione per cui è possibile conservare un presidio manifatturiero rendendolo più sostenibile possibile per il territorio pregiato che è il Chianti». Il progetto è orientato sull' economia circolare e ci sono i primi interessi da parte delle imprese. L' obiettivo, spiega sempre Fabiani, è evitare che le strutture rappresentino un danno ambientale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
