Sicurezza
I cani abbaiano troppo: il padrone a processo con l’accusa di stalking
Firenze, nei guai è finito un chirurgo ortopedico
FIRENZE. Chi lascia i cani ad abbaiare in giardino rischia di andare a processo per stalking. Lo ha stabilito il gup di Firenze, che ha rinviato a giudizio un professore di medicina, chirurgo ortopedico, per aver lasciato i suoi tre labrador incustoditi negli spazi esterni di una villetta di sua proprietà, nella zona di viale Volta.
La vicenda sarebbe andata avanti per anni, a partire dal 2015. Incurante delle segnalazioni dei vicini, avrebbe lasciato che i cani abbaiassero giorno e notte, rendendo la vita un inferno per i residenti della zona. A soffrire la situazione è stata sopratutto la famiglia residente nella villetta accanto. Il proprietario, di professione avvocato, è stato anche costretto in alcuni casi ad andare a dormire in un altro appartamento di sua proprietà, per poter riuscire a riposare qualche ora.
Una soluzione estrema dopo averle provate tutte. Ma il medico, difeso nel processo dagli avvocati Vieri Fabiani e Serena Mugnaini, avrebbe ignorato sia le segnalazioni che le iniziative giudiziarie del vicino, creando all’uomo un perdurante stato di ansia. Non riusciva più a dormire la notte né a lavorare di giorno, assillato dai latrati dei cani.
Nel tentativo di migliorare la situazione l’avvocato ha anche montato i doppi vetri alle finestre, ma l’intervento, per quanto costoso, non è bastato a eliminare del tutto il rumore. Per anni l’uomo, insieme alle moglie e ai due figli, è stato costretto a tenere le finestre chiuse anche nel periodo estivo e primaverile, e ad andare a dormire con i tappi nelle orecchie nella speranza di poter chiudere occhio almeno per qualche ora. Adesso è considerato vittima di stalking e si è costituito parte civile nel processo in corso a Firenze, assistito dagli avvocati Alessandro Traversi e Sara Gennai. E non finisce qui. Il chirurgo è imputato nello stesso procedimento anche del reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone. Il dottore non viveva abitualmente nella villetta, e dunque non sentiva i cani. Ma non prendeva neppure in considerazione le segnalazioni dei vicini. Fatte prima per telefono, poi per mail e poi tramite avvocati. Dall’aprile del 2015 al giugno del 2019 l’abbaiare dei tre labrador avrebbe tenuto sotto scacco tutta zona. Oltre alla famiglia dell’avvocato, ne avrebbe fatto le spese anche un’altra coppia, che vive poco distante dalla villetta di proprietà del dottore. Per anni, secondo le denunce dei vicini, sarebbe stato impossibile non solo dormire, ma anche leggere, studiare o lavorare.
Le indagini che hanno portato al processo, coordinate dalla pm.
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