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Lite Renzi-Nardella: «Basta col multificio»

di Luca Gasperoni
Renzi e Nardella
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Renzi e Nardella

Firenze, lite su Whatsapp e poi l’affondo: «Folle far cassa con i cittadini ora». I nuovi autovelox provocano una crisi nella giunta

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FIRENZE.  Dagli avvoltoi alle multe la musica non cambia. Anzi rischia di diventare la colonna sonora di un’alleanza ai titoli di coda. A pochi giorni di distanza dall’ultimo episodio il duello a distanza tra Italia Viva e Pd si arricchisce di un nuovo capitolo. Con Matteo Renzi sul piede di guerra, a terremotare Palazzo Vecchio e minare la corsa del suo inquilino verso la segreteria dem senza tregua.

E il sindaco, Dario Nardella bersagliato dall’ex prem ier e dai suoi fedelissimi proprio nel giorno in cui è impegnato alla plenaria del Comitato delle Regioni a Bruxelles ad invocare aiuti economici all’Ue per la ricostruzione dell’Ucraina dell’amico Zelensky, costretto a respingere gli attacchi di crescente intensità. Mentre sullo sfondo prende quota l’ipotesi di ritiro dell’assessore di Italia Viva, Titta Meucci, dalla giunta, a sancire lo strappo in maggioranza. Anche perché è in serata è proprio Renzi a far sapere che sul «multificio» organizzato da Palazzo Vecchio, come lo definisce, «si consuma la rottura con Dario».

In principio fu l’aeroporto, poi la stoccata sul voto, infine la polemica sul discorso alla direzione Pd. Questa volta ad accendere la “scintilla di Sarajevo” fra i vecchi amici Dario e Matteo sono i nuovi autovelox. Lo scontro va in scena sulle 227.445 multe per eccesso di velocità, di cui oltre un terzo solo in viale Etruria, elevate dai nuovi marchingegni speciali durante l’estate fiorentina. Da un lato gli uomini Iv accusano il ritorno del «multificio», tema molto sentito in città, dall’altro il Comune tira dritto e ricorda maliziosamente le parole della ex giunta Renzi di fronte alle medesime critiche. Una escalation di attacchi che porta il leader di Iv a confidare in serata ai suoi fedelissimi: «Su questo tema si consuma la rottura tra me e Nardella». La giornata di tensioni si apre in mattinata con un messaggio whatsapp di Renzi inviato direttamente al sindaco che si trova a Bruxelles per una seduta del Comitato delle Regioni dedicato alla ricostruzione dell’Ucraina. Uno scambio di battute che preannuncia l’inizio delle ostilità.

E infatti poche ore dopo interviene il coordinatore regionale di Italia Viva, Nicola Danti: «Ogni 90 secondi la Polizia municipale sanziona un automobilista. Forse i nostri concittadini alla guida hanno scoperto negli ultimi mesi l’ebrezza della velocità, o più probabilmente Firenze è tornata il multificio di un tempo». Sembra una mera questione di cronaca ma non lo è: si tratta di politica. «Di fronte a così tante sanzioni sarebbe opportuno chiedersi se a sbagliare siano i moltissimi multati o non piuttosto i pochi che stanno amministrando la gestione delle nostre strade».

Un’offensiva che punta a seminare dubbi sulla bontà della gestione Nardella e minare la candidatura sotto traccia alla segreteria dem, nata sotto la stella del ‘buon Governo’ locale. «Gli autovelox li abbiamo messi noi nel 2010 – rincara la dose il senatore Francesco Bonifazi – la differenza è che oggi fanno la multa a chi va a 51km/h». A rispondere, punto su punto, è l’assessore comunale a infrastrutture e mobilità, Stefano Giorgetti. «Ogni sanzione è emessa per aver superato i limiti. Detto questo non si multa chi va a 51km/h ma chi procede ad almeno 56 km/h. Gli incidenti sono causati dalla velocità ma anche dalla distrazione e probabilmente andare a 56 davanti un autovelox è distrazione». Inoltre, aggiunge Giorgetti, «concordiamo con quanto asseriva la sua amministrazione, ovvero che gli apparecchi in servizio sono stati collocati nelle strade dove si sono registrati gravi incidenti. Anche noi lavoreremo per dare maggiore visibilità al limite di velocità e alle postazioni. E siamo d’accordo anche con quanto asseriva nel 2010 sull’importanza indiscutibile degli autovelox per la sicurezza stradale».

Parole velenose, perché Palazzo Vecchio fa filtrare anche il vecchio comunicato pubblicato nel settembre 2010 dall’ex assessore Massimo Mattei, che finiva così: «Fare polemiche sugli autovelox e sulla sicurezza stradale solo per avere qualche rigo sui giornali è francamente sconcertante».

È la goccia che fa traboccare il vaso. «Sono fuori di testa”, si sfoga con i suoi a fine giornata Renzi. «Avevo avuto grande attenzione a non utilizzare le multe in maniera punitiva: avevo tolto i vigilini, messo i semafori fuori dalla Ztl, resi visibili gli autovelox, introdotto l’omicidio stradale. In un momento del genere invece il Comune piglia, e siccome non ha soldi, fa cassa con le multe. Il problema non è uscire dalla giunta, ma come governi il Comune». Insomma, la frattura ormai sembra profondissima. E Renzi sembra a un passo e il ritiro dell’assessore. Ma tra i dem si ragiona sull’obiettivo della guerra renziana. E c’è chi crede che Renzi punti a un rimpasto, con il ritorno dell’ex parlamentare Iv, Gabriele Toccafondi, a Palazzo Vecchio come nuovo assessore al bilancio in sostituzione del neodeputato, Federico Gianassi.

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