Gioco
Da centro agricolo a polo del lusso. «Una identità costruita in 156 anni»
Il bilancio delle cose fatte e dei progetti in ponte della giunta di Scandicci
SCANDICCI. Fallani si mette a disposizione del Partito Democratico, «se c’è un’idea, se qualcuno ha un numero di telefono - ha affermato il sindaco Sandro Fallani al termine del dibattito pubblico organizzato dal Tirreno all’interno della Fiera di Scandicci – io posso dare una mano, non chiedo nulla come sempre. Se c’è qualcosa da fare, me la conquisto se mi riesce ma non chiedo nulla». Un dibattito moderato dalla vice caposervizio Ilenia Reali.
Due ore assieme alla giunta comunale per parlare di due anni di lavoro, di progetti conclusi o appena iniziati, ma anche per capire cosa c’è nel futuro di Scandicci. Il primo giro di domande è toccato proprio al sindaco Fallani, reduce la scorsa settimana dalla presentazione del suo libro “Vita in comune. Storie di straordinaria normalità dai diari del sindaco di Scandicci” dove il primo cittadino a metà del secondo mandato di uno dei più popolosi comuni della cintura metropolitana fiorentina ha raccontato alcune giornate significative di questa sua avventura politica, pubblica, ma anche personale e perché no professionale.
Dalle pagine del suo volume poi Fallani è passato, rispondendo alle domande, a parlare dell’identità di Scandicci su come si sia creata ed evoluta e sul significato del termine confine. «L’identità di Scandicci – ha raccontato il sindaco Fallani – è racchiusa in 156 anni di Fiera, percorso identitario del territorio. La traccia dello sviluppo passa da questo evento. Dagli anni ’70, da centro agricolo con il più grande istituto agrario di Firenze, arriviamo a oggi come polo mondiale del lusso».
Urbanistica e opere pubbliche: il tema che ha monopolizzato le risposte del vicesindaco Andrea Giorgi sono state le buche e i lavori per migliorare le strade comunali rispondendo anche alle domande dei cittadini presenti. Profonde trasformazioni aspettano Scandicci, come la semipedonalizzazione di via Pascoli, una nuova gestione della sosta e una nuova gestione qualitativa dello spazio pubblico.
Questo nuovo approccio non sarà solo applicato alle zone residenziali, ma anche all’area industriale per continuare ad essere un polo attrattivo per grandi marchi e griffe.
Sulla sanità grandi sfide anche dal punto di vista non solo dei servizi offerti alla cittadinanza, ma anche una riqualificazione totale delle strutture presenti. Dal centro diurno per minori a Casellina fino all’attenzione sugli anziani con il progetto San Giusto con un centro diurno, la Rsa, le cure intermedie e l’hospice. «Perché vogliamo sempre meno case di riposo e più case della salute», afferma l’assessore alle politiche sociali e rapporti con la Società della salute Andrea Franceschi.
L’altra questione sanitaria affrontata dall’assessore è stata il pronto soccorso di Torregalli che vede ogni anno 50 mila accessi e che comincia a soffrire per le strutture presenti. Previsti 26 milioni di euro per il nuovo reparto d’emergenza.
Altro tema caldo è il verde pubblico in città, con il nuovo giardino in Largo Spontini, e i nuovi fontanelli. A questo si aggiunge anche il nuovo parco nell’area del Cnr e la stipula della convenzione per fare in modo che una zona vastissima collegata al parco dell’Acciaiolo diventi un polmone verde.
Non poteva mancare un momento dedicato all’alta formazione professionale del territorio con la presenza del Mita e di Aspri. Due soggetti voluti dal tessuto economico e industriale che hanno trasformato Scandicci nel polo mondiale della pelletteria.
Due progetti importanti per il territorio in tema di cultura: gli Uffizi diffusi con una grande mostra nel 2023 che oltre alla moda darà nuova linfa allo spettacolo dal vivo.
Sulla mobilità si prevede un nuovo piano generale del traffico urbano, nuovi arrivi di personale per la polizia municipale ( 9 agenti) e l’avanzamento dei lavori a Ponte a Greve.
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