La protesta
Urla e richiama l’amico: ecco come la ragazzina evita lo stupro
La giovane diciassettenne stava andando a scuola, nel quartiere di Rifredi, a Firenze. La sorella: “Sono servite due segnalazioni”
FIRENZE. Lo scorso 4 ottobre è uscita da casa per andare a scuola, poco prima delle sette del mattino, come sempre, e a pochi metri dal portone, ha subìto un tentativo di violenza sessuale. È accaduto ad una ragazzina di diciassette anni, in una strada alla periferia di Firenze, nel quartiere di Rifredi. Lo ha riferito ai carabinieri intervenuti sul posto, spiegando che un uomo, ignoto, l’avrebbe palpeggiata, tentando di sfilarle i pantaloni. La sua reazione e le sue grida, che hanno richiamato anche un compagno di scuola, hanno fatto scappare l’aggressore. La diciassettenne, che non presenta segni di lesione, è stata poi visitata all’Ospedale di Careggi ed ha sporto denuncia contro ignoti.
I carabinieri del Nucleo Radiomobile, intervenuti sul posto, adesso stanno passando al vaglio i video delle telecamere di sorveglianza per ricostruire l’accaduto e individuare l’aggressore. Secondo una prima ricostruzione, la giovane avrebbe scorto un uomo, apparentemente ubriaco, ma ha continuato a camminare, ascoltando la musica in cuffia. All’improvviso, sarebbe stata aggredita alle spalle, trascinata tra due cassonetti e gettata a terra. La giovane ha urlato, attirando l’attenzione di passanti e residenti. Una coppia dopo essersi affacciata alle finestre è scesa per strada e ha chiamato gli uomi ni dell’Arma. La sorella della vittima, attraverso una lettera inviata a “La Repubblica”, è scesa poi nel dettaglio. «Questa è la storia di una ragazza aggredita sotto casa, mentre andava a scuola alle 7 del mattino. In pochi istanti quel ragazzo l’ha presa alle spalle e vedendo che lei si dimenava la ha trascinata, buttandola per terra, sotto i cassonetti, punto con poca visibilità dall’alto».
L’intervento delle forze dell’ordine sarebbe scattato dopo almeno due segnalazioni fatte. «Un suo ex compagno di classe, vicino di casa, l’ha sentita, si è affacciato e ha visto la scena, ha chiamato i carabinieri ed è corso giù per soccorrerla, tra le urla dei vicini che nel frattempo si sono svegliati, mentre l’aggressore scappava senza, per fortuna, riuscire a violentarla. I carabinieri sono arrivati alle 7, 20, dopo due segnalazioni al 112. Un ritardo ingiustificato, per il quale non ci sono scuse». Nessuna intenzione di puntare il dito contro la pattuglia intervenuta, spiega subito dopo: «A tutta l’Arma va un grandissimo ringraziamento per la loro estrema efficienza sia sull’intervento che sul post. Ma vogliamo mettere in luce l’inefficacia di un sistema centralizzato di segnalazioni che in questo caso ha rallentato il repentino intervento. Vogliamo segnalare l’accaduto per evidenziare quanto sia fondamentale in queste circostanze la tempestività dell’intervento affinché questo non accada più: sono i millesimi di secondo a fare la differenza. Senza considerare il fatto che l’aggressore è potuto scappare, senza essere riconosciuto e identificato, ed è ancora a piede libero».
Una denuncia analoga è arrivata dal consigliere del Quartiere 5 Matteo Chelli, di Fratelli d’Italia: «La madre della ragazza mi ha raccontato il fatto. Questa storia per poco non si è trasformata in un dramma ancora peggiore».
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