Il Tirreno

Firenze

Ciatti In Spagna processo a rischio Senza il ceceno può saltare tutto

di Matteo Leoni
Ciatti In Spagna processo a rischio Senza il ceceno può  saltare tutto

Il giudice potrebbe annullare il procedimento a causa dell’assenza dell’imputato Intanto oggi si torna in aula a Roma, con i testimoni iberici citati dalla difesa

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FIRENZE. Potrebbe saltare tutto. Raoul Bissoultanov è stato condannato dal tribunale di Girona a 15 anni per l’omicidio volontario di Niccolò Ciatti, il ventiduenne di Scandicci che fu pestato a morte nell’agosto del 2017 in una discoteca di Lloret de Mar. Ma adesso c’è la possibilità che il procedimento giudiziario spagnolo si incagli. L’appello non è ancora stato fissato e il giudice di secondo grado, in base alla legislazione vigente in Spagna, potrebbe decidere di annullare tutto, ritenendo indispensabile per celebrare il processo la presenza in aula del ceceno, che però è latitante dallo scorso luglio, da quando non si è presentato all’udienza di carcerazione davanti al tribunale di Girona. «Questo rischio c’è» spiega l’avvocato Agnese Usai, che assiste la famiglia di Niccolò in Italia. «L’avvocato di Bissoultanov dice che non sa assolutamente dove sia e che non ha più contatti con lui». Bissoultanov è scappato, e adesso si scopre che la fuga potrebbe garantirgli anche l’impunità, almeno in Spagna: «Toccherà al presidente decidere – precisa Usai –, abbiamo una sentenza pendente e adesso c’è il rischio che si annulli tutto perché non c’è la presenza». «Se il giudice vuole la presenza – ribadisce il legale – il processo si estingue». Resta solo da sperare che il giudice decida di andare avanti, e nel frattempo correre col processo parallelo che si sta celebrando in Italia. Oggi davanti alla corte di appello di Roma verranno ascoltati alcuni testimoni spagnoli citati dai difensori del ceceno. La previsione dei legali della famiglia Ciatti è che non si presenteranno, e che gli avvocati di Bissoultanov potrebbero chiedere un rinvio. La prossima udienza è stata già calendarizzata al 31 ottobre.

Di Bissoultanov si erano già perse le tracce una prima volta. Dopo essersi allontanato dalla Spagna, dove era sottoposto all’obbligo di firma, era stato rintracciato e arrestato a Kehl in Germania nell’ottobre del 2021, e poi estradato in Italia. Si trovava nel carcere di Rebibbia a Roma in attesa del processo, quando è stato scarcerato dalla corte di appello della Capitale, che ha accolto un’istanza presentata dalla difesa. Nel maggio del 2020 tuttavia la Cassazione ha annullato il provvedimento, stabilendo che il ceceno non andava scarcerato. Le motivazioni della sentenza però non sono ancora state rese note.

«Tutta questa vicenda – commenta ancora l’avvocato Usai – è nata da un’incredibile errore, la scarcerazione di Bissoultanov. Se non fosse stato scarcerato non saremmo assolutamente in questa situazione surreale. Per ora abbiamo solo una sentenza pendente, e se si annulla tutto perché non c’è la presenza, un procedimento contro questo signore si estingue».


 

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