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Cassa integrazione straordinaria Si riaccende lo scontro alla Gkn
I sindacati accusano la proprietà di voler stravolgere l’accordo quadro di gennaio L’ad Borromeo però smentisce: «Poniamo le basi per la reindustrializzazione»
CAMPI BISENZIO. «Un ricatto», è così che Fiom-Cgil e Collettivo di fabbrica della ex Gkn hanno avvertito le parole con le quali è stata richiesta la cassa integrazione straordinaria da parte della proprietà di Qf. Una richiesta contenente parole da parte dell’Ad Francesco Borgomeo che sono suonate come un campanello d’allarme facendo balenare il timore che la proprietà voglia tornare sui suoi passi rispetto all’accordo già preso. «L’eventuale esito negativo dell’esame congiunto – si legge infatti nella richiesta di cassa integrazione straordinaria – o l’impossibilità di definire un’intesa sulla realizzazione del progetto industriale, costringerebbero la società ad assumere decisioni di tutt’altro segno rispetto a quelle contenute nell’accordo quadro del 19 gennaio 2022». Parole davanti alle quali la reazione da parte del sindacato è stata immediata. «All’interno della procedura – affermano Simone Marinelli, coordinatore automotive per la Fiom-Cgil nazionale, e Daniele Calosi, segretario generale Fiom-Cgil Firenze, Prato e Pistoia – l’azienda guidata dal dottor Borgomeo praticamente disdice unilateralmente l’accordo sottoscritto il 19 gennaio al Ministero dello sviluppo economico, accordo approvato dai lavoratori, che prevedeva un percorso certo di rilancio industriale dell’impianto campigiano, con tempi certi di realizzazione del processo. A quasi 10 mesi di distanza da quell’accordo, nulla si è concretizzato. Consideriamo grave che l’azienda, nell’ambito della procedura di cassa integrazione minacci il sindacato e i lavoratori. Non abbiamo mai accettato da nessuna nostra controparte ricatti sulla pelle dei lavoratori. Pertanto come Fiom, per sederci al tavolo negoziale, chiediamo la rimozione di questa forma di ricatto esposta dall’azienda, altrimenti non aderiremo al percorso di consultazione stabilito dalla procedura». Il sindacato ribadisce quindi i propri obiettivi: «Sin dal primo giorno in cui è iniziata questa vertenza – aggiungono – la Fiom, assieme alla sua Rsu e ai lavoratori, ha avuto e continua ad avere un unico obiettivo: la ripresa produttiva dello stabilimento. Invitiamo pertanto tutti i soggetti firmatari dell’accordo del 19 gennaio a favorire tra le parti un clima volto al raggiungimento dell’obiettivo , ovvero la reindustrializzazione del sito e la ripresa dell’attività lavorativa di tutti gli occupati». Netta anche la replica da parte del Collettivo di fabbrica: «La novità è questa: Qf minaccia la disdetta di fatto dell'accordo quadro. Il non intervento delle istituzioni nel porre un limite a questa continua telenovela, sta deliberatamente provocando gli animi di trecento famiglie».
Una ricostruzione che tuttavia Borgomeo smentisce «Nessuna minaccia e nessuna disdetta – ribatte l'Ad di Qf – L’accordo di gennaio non è in discussione, anzi al contrario. Avviando la procedura per la cassa integrazione, Qf pone le basi per l’attuazione del piano di reindustrializzazione dello stabilimento, quindi rispetta gli accordi e si augura che tutti vogliano fare altrettanto».
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