Il Tirreno

Firenze

Il Polimoda, uno studentato, appartamenti, negozi e bar Così rivive l’ex fabbrica

di Sabrina Carollo

	Nella foto, un particolare degli spazi esterni della Manifattura
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Nella foto, un particolare degli spazi esterni della Manifattura

I lavori di rigenerazione, durati 10 anni, finiranno nel 2026

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FIRENZE. Si procede a passo spedito, per la ristrutturazione degli edifici e per la definizione dei suoi contenuti. Oltre alla collocazione del nuovo centro di ricerca internazionale per i beni culturali E-RIHS, che aprirà fisicamente la sede in Manifattura dal giugno 2023 negli spazi temporanei in attesa di traslocare in quelli definitivi a fine 2024, è prevista per il dicembre del prossimo anno anche la consegna dei primi 45 appartamenti dislocati in due edifici differenti, la definizione dei soggetti che occuperanno alcuni spazi la cui destinazione è già stata decisa, come l’hotel, e lo spostamento delle attività ospitate ora negli spazi temporanei, che saranno ricollocati nella cosiddetta Factory, loro sede definitiva.
Nonostante la pandemia, che ha forse rallentato i contatti per la definizione dei contenuti più che il cantiere dei contenitori, il programma di recupero dell’area di Manifattura Tabacchi sembra rispettare i tempi stabiliti, con la conclusione dei lavori prevista nel 2026. Dieci anni scarsi per quello che rappresenta probabilmente il progetto di rigenerazione urbana più ambizioso del Paese, con i suoi sedici edifici distribuiti su una superficie complessiva di 110.000 mq che verranno trasformati da fabbrica di produzione di sigari e tabacco a uffici, atelier, negozi, centri per le arti contemporanee, un birrificio, un hotel, uno studentato da 800 posti, un asilo, appartamenti oltre naturalmente ad aree verdi - si parla di più di un migliaio di piantumazioni - e un parcheggio sotterraneo. Tra le presenze già attive all’interno degli spazi c’è il Polimoda che ha acquisito un edificio rinnovato di 6.000 mq e ne ha fatto la propria terza sede cittadina, adatta ad ospitare oltre duemila studenti annuali da tutto il mondo. «Il Polimoda è stato per noi l’incontro fondamentale – le parole di Michelangelo Giombini, responsabile dello sviluppo di prodotto in Manifattura Tabacchi – il primo interlocutore della città che ha condiviso la visione innovativa del quartiere e che ha avviato, con la presenza dei suoi studenti, la comunità che si sta costituendo nel complesso, e che sarà completata da chi verrà ad abitare, a lavorare e a frequentare gli spazi di Manifattura». A febbraio 2020 anche l’Accademia di Belle Arti di Firenze ha spostato parte delle attività didattiche in Manifattura, in uno spazio temporaneo di 1.000 mq, seguita a marzo dall’Istituto dei Mestieri d’Eccellenza LVMH (IME), che svolge negli ambienti di Manifattura la sua attività di organizzazione e coordinamento di corsi di formazione professionale internazionale volti all’insegnamento del savoir-faire nei mestieri dell’artigianato. Un percorso di selezione e apertura a istituzioni e attività di alto livello che conferma l’intenzione di fare di quest’area un polo culturale accessibile, contemporaneo, inclusivo e accogliente sul modello di esperienze internazionali, un luogo non in competizione ma complementare al centro storico, aperto e connesso col mondo. E la costituzione di una comunità che si conferma internazionale per vocazione: non è un caso che quasi il 50% delle prevendite degli spazi abitativi sia andata a stranieri che vivono a Firenze, e che a differenza dei fiorentini, tradizionalmente un po’ restii a lasciare i propri quartieri, hanno colto il potenziale del progetto e del lifestyle che propone. L’area è indubbiamente suggestiva, con edifici eleganti dalle ampie finestre e interni dalle altezze vertiginose, in cui gli architetti si sono potuti sbizzarrire nel creare spazi originali e futuristici, rispettando i vincoli della sovrintendenza e il sapore affascinante della storia che si respira ma coniugandoli con una qualità dell’abitare molto elevata e in linea con i più alti standard di sostenibilità energetica e ambientale. In un’ottica di economia circolare e riutilizzo, oltreché di rispetto delle belle linee progettate da Pier Luigi Nervi negli anni Trenta, gli elementi costruttivi dismessi, i macchinari e gli oggetti in disuso vengono riutilizzati per le ristrutturazioni interne o messi a disposizione degli artisti che durante i periodi di residenza creano le proprie opere con ciò che viene recuperato in situ. Ma è soprattutto l’efficientamento energetico, la scelta dei materiali e le soluzioni tecnologiche come l’anello sotterraneo per la distribuzione di aria calda e fredda naturale che garantiscono la messa a punto di strutture non solo belle ma anche di grande qualità, capaci di guardare avanti in termini di gestione e manutenzione. E di restituire alla città un’area importante, a cavallo tra il confine cittadino e l’area della Piana, che era chiusa dall’inizio del millennio, destinata all’abbandono e alla distruzione. Grazie alla joint venture costituita nel 2016 per il 60% da PW Real Estate Fund III LP, un fondo gestito da Aermont Capital, e per il 40% da CDP Immobiliare, società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti ha preso vita invece MTDM - Manifattura Tabacchi Development Management S.r.l., la società di sviluppo e project management che gestisce l’intero processo di riqualificazione. Diverse le squadre di studi di architettura incaricate di studiare il recupero dei vari edifici, tutti però coerenti con i principi ispiratori del masterplan iniziale. 
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