La manifestazione
Fiori e piante aromatiche: l’Arno diventa un frutteto
Ecco il progetto di riforestazione urbana del Comune e del Consorzio di bonifica
FIRENZE. «Facciamo dell’Arno un’asse della strategia per la riforestazione urbana di Firenze. Chiederò al Consorzio di bonifica Medio Valdarno di lavorare insieme su questo: c’è un grande potenziale e potremmo piantare lì centinaia di alberi e farne una parte del nuovo bosco urbano fiorentino». L’idea la lancia l’assessore all’Ambiente, Andrea Giorgio, nel giorno in cui il Comune presenta un progetto per mettere a dimora 140 alberi da frutto, fiori ed erbe aromatiche in 200 metri di argine tra il Ponte a Varlungo e il Mulino della Nave. Giorgio, infatti, giudica questa operazione un primo tassello di un percorso che potrebbe dar vita a una sorta di «corridoio verde» lungo l’Arno.
La proposta dell’assessore è stimolata dalle iniziative che caratterizzano il nuovo "Piano alberi", strutturato, sostanzialmente, in due fasi. La prima, spiega il consorzio che cura le operazioni, prevede la mappatura "palmo a palmo" - già in atto e che dovrebbe concludersi a novembre - da Varlungo al Ponte all’Indiano, degli alberi radicati nelle aree del demanio idrico, tra valutazioni visive o strumentali, caso per caso, potature o abbattimenti d’urgenza se necessari. Questo lavoro, quindi, sfocerà in un «database che permetterà una pianificazione puntuale dei prossimi controlli e potature». Il tutto per «un investimento in sicurezza immediata e di migliore gestione futura da circa 270.000 euro di valore».
La seconda fase consiste, invece, «nella prima esperienza di massiccia ripiantumazione lungo le sponde e gli argini dell’Arno e dei corsi d’acqua fiorentini, che dovrebbe avvenire tra febbraio e marzo del 2023. Si comincerà dal Varlungo, con 140 nuovi alberi di diverse specie, fra cui carpini, peri, ciliegi, meli, nespoli e mandorli: piante che provengono dal vivaio di Camaldoli gestito dell’Unione dei Comuni del Casentino, con la quale il Consorzio di bonifica ha siglato un accordo di collaborazione e fornitura». In questo caso l’investimento ammonta a circa 130.000 euro, cifra che comprende anche un piano triennale di attecchimento e manutenzioni con concimature, irrigazioni, potature, controllo malattie e interventi di cura. E dopo il Varlungo «passeremo all’Isolotto, all’Argingrosso e all’Albereta ma anche dalle Cascine al Ponte all’Indiano mentre non potremo piantare nulla, perché la legge lo vieta, tra San Niccolò e il parco delle Cascine, lungo tutte le spallette dove invece lasceremo una vegetazione spontanea», conferma il presidente del Consorzio di bonifica Medio Valdarno, Marco Bottino.
Per l’assessora all’Urbanistica, Cecilia Del Re, l’intervento «è nato nell’ambito della realizzazione del parco del Mensola, che ci ha consentito di distribuire nuove alberature anche al di fuori dell’area del parco per creare dei veri e propri boschi fluviali urbani, sul modello di quanto realizzato con gli sfalci al "Terzo Giardino". L’obiettivo è quello di rendere vivibili le sponde non solo per i cittadini ma anche per gli animali, andando ad aumentare il verde e alimentare la biodiversità sostenendo un corretto rapporto tra l’uomo e la natura».
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