Sicurezza
Una ciocca di capelli per la libertà. Il Museo Novecento si schiera
Chiunque potrà partecipare alla protesta in memoria di Mahsa Amini e Hadis Najafi
FIRENZE. Una ciocca di capelli per esprimere solidarietà alle donne iraniane. Per tutta la giornata di oggi, dalle 11 alle 20, al Museo Novecento in piazza Santa Maria Novella, chiunque voglia potrà lasciare una ciocca dei propri capelli in segno di sostegno alla ribellione in corso in Iran a seguito della morte della giovane curda Mahsa Amini, uccisa dalla polizia morale di Teheran perché una ciocca di capelli le usciva dal velo. Tagliarsi i capelli è un segno di lutto per le donne iraniane: rinunciare a una chioma lunga, sinonimo di bellezza, è il loro modo di esprimere dolore e rabbia. Per questo ne abbiamo viste molte, da quando è cominciata la protesta a metà settembre: bruciano lo hijab, danzano, e impugnano grandi forbici per recidere tutta o parte della loro capigliatura. Sui social, specialmente su twitter, non si contano le immagini che con l’hashtag #mahasaamini immortalano donne che protestano usando i propri capelli come un grido di rivoluzione.
Anche la ventenne Hadis Najafi era diventata famosa per via dei capelli che, con un gesto quotidiano e banale per noi ma pieno di significato per chi è costretto dal velo, si era legata in una coda di cavallo davanti alla polizia schierata per arginare le proteste: anche lei ha pagato con la vita la sua azione. Ecco allora che un gesto semplice come quello di tagliarsi una ciocca di capelli, un gesto quasi insignificante per noi donne occidentali e libere, assume un grande valore e trasmette un messaggio di sostegno fondamentale per chi paga con la vita il solo fatto di essere donna. Chi vorrà esprimere la propria partecipazione almeno simbolica alle iraniane potrà inserire la propria ciocca di capelli nella teca allestita all’ingresso del Museo Novecento; le ciocche raccolte saranno poi consegnate all’Ambasciata della Repubblica Islamica dell’Iran in segno di protesta. «Con questa iniziativa il Comune esprime vicinanza e totale solidarietà alle donne iraniane scese in piazza in questi giorni» hanno detto l’assessora a Diritti e Pari opportunità Benedetta Albanese e la vicesindaca Alessia Bettini.
«Noi siamo a fianco delle donne di tutto il mondo nella battaglia del riconoscimento dei diritti e delle libertà, contro ogni repressione e violenza. La scelta del Museo Novecento assume una connotazione simbolica per la storia dell’edificio delle ex Leopoldine che fin dall’origine è stato luogo di soccorso e accoglienza per le giovani orfane e donne in difficoltà, e non ultimo anche luogo segnato dalla violenza della dittatura nazi-fascista». Firenze si unisce a Milano e Roma, dove rispettivamente alla Triennale e al Maxxi sono in corso da qualche giorno iniziative analoghe. Il fatto che l’azione abbia luogo in queste cattedrali della cultura ne amplifica il valore simbolico: da tempo l’arte contemporanea è portavoce di istanze civili e si fa cassa di risonanza sociale, senza contare che la cultura è sinonimo di rispetto della libertà di ciascuno. Sempre oggi, alle 18 in piazza Sant’Ambrogio si terrà la manifestazione "Donna, vita, libertà" organizzata da un collettivo di donne iraniane. In rappresentanza dell’amministrazione interverranno l’assessora Albanese con la presidente della commissione pari opportunità Donata Bianchi. l© RIPRODUZIONE RISERVATA
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