Sicurezza
Occupazione dell’ex hotel Astor, Nardella: «Lo sgomberiamo»
La struttura di via Maragliano è occupata da un’ottantina di persone
FIRENZE. Oggi si riunirà il Cosp e per l’ex hotel Astor e sarà deciso lo sgombero. «Le occupazioni sono comunque sempre atti illegali», sottolinea il sindaco Dario Nardella, precisando in ogni caso che «siamo attentissimi ai problemi sociali». Lì, nella struttura di via Maragliano, ora vivono un’ottantina di persone. Intere famiglie – tra cui bambini piccolissimi – senza luce, gas e acqua corrente che vivono in quelle che, un tempo, erano le stanze dell’albergo. «Stiamo lavorando con l’assessora Sara Funaro per dare immediatamente una soluzione decente di accoglienza per queste persone, e soprattutto farci carico delle donne e dei bambini – sottolinea Nardella – . Le occupazioni sono comunque sempre atti illegali e, da quando sono sindaco, noi abbiamo sempre operato nel segno della legalità, realizzando gli sgomberi necessari, senza mai dare adito a scontri, a violenze, ad atti di forza, ma trovando sempre soluzioni socialmente sostenibili. Ed è quello che faremo anche per via Maragliano. Domani (oggi, ndr) al Cosp parleremo con il prefetto, anche perché affronteremo di petto i temi della sicurezza in città, partendo dal Parco delle Cascine».
«La povertà non è una colpa, la casa è un diritto. Le istituzioni non rispondano con la repressione alla nuova occupazione in via Maragliano – commentano Dmitrij Palagi e Antonella Bundu di Sinistra Progetto Comune – . Occuparsi di diritto all’abitare non paga elettoralmente, si usa dire negli ambienti politici. La repressione espressa con gli sfratti e gli sgomberi spesso è l’unica risposta data a situazioni specifiche di marginalità. Come se fosse una colpa individuale non riuscire a “restare a galla”. Perché parlare di diritto all’abitare conviene elettoralmente se ci si può mostrare forti con i deboli. Lo fa anche il Partito Democratico, a cui piace parlare di legalità a corrente alternata. Condanna le occupazioni, ma il diritto costituzionale alla casa non viene garantito. Solo che le inadempienze dovute all’assenza di un piano straordinario di edilizia residenziale pubblica non causano conseguenze a chi non sceglie di investire in tal senso. Ma le conseguenze ricadono sulla vita di persone per cui non ci sono abbastanza risorse neanche sul fronte dei servizi sociali. Sarà che parliamo di persone che spesso non possono votare, perché magari si vedono la residenza cancellata per vivere in un immobile senza titolo. E per questo nessuno vuole occuparsene».
Ma, come spiega Benedetta Albanese, assessora alla Casa, sono molte le iniziative messe in campo da Palazzo Vecchio per contrastare l’emergenza abitativa. «Dai contrIbuti per l’affitto a sostegno dei nuclei familiari – spiega – al bando per la morosità incolpevole. Un percorso che va di pari passo a politiche che diano una “casa per ogni tasca”, capace di intercettare i diversi bisogni. Presto sarà pubblicata la graduatoria definitiva degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, mentre prosegue il lavoro dell’Agenzia sociale della casa: in un contesto di rigidità del mercato libero mettiamo in campo gratuitamente questo strumento complementare alle altre politiche abitative attuate sul territorio, per dare risposte ai bisogni abitativi di alcune fasce della popolazione. E rispondiamo alle necessità di certezza dei proprietari sulla locazione in termini di solvibilità e correttezza dell’inquilino con un fondo di garanzia per la copertura fino a 12 mesi».
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