Il Tirreno

Firenze

Scuola

Metodo Montessori alle "Toti" per far interagire i bimbi tra loro

di Rebecca Romoli

	Nella foto sopra l’esterno della scuola “Enrico Toti” di San Vincenzo a Torri nel comune di Scandicci
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Nella foto sopra l’esterno della scuola “Enrico Toti” di San Vincenzo a Torri nel comune di Scandicci

La scuola primaria di San Vincenzo a Torri ha adottato il progetto didattico. L’assessora: «Abbiamo capito che è il modo migliore per aiutare gli studenti»

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SCANDICCI. "Scuola di felicità" è il titolo dell’evento organizzato dall’associazione dei genitori della scuola elementare "Enrico Toti" al campo sportivo Brogelli con il patrocinio del Comune. Domani, dalle 15 alle 20, a San Vincenzo a Torri si terrà la presentazione del progetto didattico Montessori che è stato adottato dalla scuola Toti della frazione collinare della Val di Pesa. Il pomeriggio vedrà come assoluti protagonisti i bambini e le loro attività. Biodanza, spettacoli teatrali con la carta del kamishibay traducibile come dramma di carta, un antico metodo giapponese di raccontare le storie che ha avuto la sua massima espressione tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta, il laboratorio di aquiloni e ancora molti giochi adatti a tutte le età. Con l’associazione dei genitori e all’amministrazione comunale l’evento ha collaborato anche la Proloco San Vincenzo a Torri e Colline Scandiccesi, il circolo Mcl di San Vincenzo a Torri e l’associazione sportiva San Vincenzo a Torri. La scuola Toti si trova in via Empoli a Scandicci e accoglie 45 bambini divisi in tre classi dove al massimo ci sono 15 bambini. «Abbiamo pensato - spiega Ivana Palomba, assessora all’Istruzione e ai Servizi educativi - assieme alla scuola di attivare questo percorso montessoriano. Per noi è fondamentale, anche dal punto di vista dei contenuti ideologici e didattici». Il progetto che viene presentato domani pomeriggio si ispira al sistema educativo creato è sviluppato da Maria Montessori e che ad oggi viene attuato in circa 65mila scuole nel mondo. Questo metodo ha un obiettivo: dare libertà ai bambini di manifestare la loro spontaneità che si raggiunge ricreando ambienti familiari e grazie anche a oggetti pedagogici studiati per favorire lo sviluppo intellettuale del bambino con continui stimoli. Solo con un’attenta osservazione del comportamento del bambino, ma senza interferire in esso, lui potrà imparare ad autocorreggersi. Una scuola con una connotazione unica che rompe gli schemi e che da 3 anni adotta questo metodo. Il bambino in questo caso sceglie il suo percorso, magari più manuale e creativo, in cui si esce dalla classica lezione banco sedia e libri o fotocopie da seguire. Come nella migliore delle esperienze montessoriane, l’ambiente è fondamentale: tutto deve essere a portata di bambino. L’obiettivo è quello di insegnare ai piccoli a muoversi liberamente e anche a rispettare i compiti della vita pratica quindi appendere il giubbotto, mettere in ordine quando si è finito, lavarsi le mani e via dicendo La decisione di attivare questo tipo di percorso didattico è dovuta al fatto anche dell’ubicazione della scuola sulle colline che circondano Scandicci. Una scuola che è stata messa a dura prova per la sua esistenza. Col metodo Montessori, come sottolinea l’assessora Palomba: «Abbiamo capito che è il modo per aiutare la scuola. Fino a 4 anni fa per riuscire ad aprire le classi, facevamo le multi-classi, univamo insieme più anni, per esempio la prima e la seconda. Non abbiamo alcun problema a creare una prima, c’è un’inversione: adesso dalla città, in tanti vengono a scuola in collina grazie a questa scelta educativa».

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