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Firenze, la bolletta pazza sull’hotel: da 39mila a 165mila euro

di Martina Trivigno
Firenze, la bolletta pazza sull’hotel: da 39mila a 165mila euro

Gli albergatori del capoluogo toscano: «Sono 25mila i posti di lavori a rischio nel settore, ecco che tipo di aiuti vorremmo»

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FIRENZE. Da 39mila a quasi 165mila euro. La bolletta "pazza" è arrivata a Federico Isola, amministratore delegato della Montecarlo Immobiliare Spa, società proprietaria del Grand Hotel Mediterraneo (328 camere), Hotel Calzaiuoli (54 camere) e Villa Fiesole (32 camere).

Un salasso, ma più che altro un’emergenza - quella del caro energia - che travolge le circa 400 strutture ricettive di Firenze. E - dicono gli albergatori - senza aiuti da parte del governo resta soltanto una soluzione: chiudere nei mesi invernali per risparmiare, mettendo a rischio, però, 25mila posti di lavoro. Solo a Firenze. Eppure i numeri parlano chiaro. «Nel 2019 - spiega Isola - in un anno abbiamo speso 350mila euro, per il 2022 stimiamo una spesa complessiva tra 1,2 e 1,4 milioni di euro. Come può resistere un’azienda come la nostra che registra 1,1 milioni di utili? Se il governo non ci aiuterà, sarò costretto a chiudere, trascinando con me 150 dipendenti. Sia chiaro: i lavoratori sono la mia famiglia e l’ultima cosa che voglio è danneggiarli. Ma così non esiste un futuro. Servono misure ad hoc. E al più presto».

Anche perché - come sottolinea Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Firenze e titolare dell’Hotel Paris - come conseguenza del caro energia è aumentato il costo di tutta la rete dei servizi e delle materie prime. «La nostra bolletta di luglio 2019 ammontava a 8mila euro, quella dello stesso mese di quest’anno a quasi 30mila. Ma noi non possiamo aumentare il costo della camera per due motivi fondamentali - sottolinea il presidente di Federlaberghi - : finiremmo per risultare fuori dal mercato se le camere costassero troppo e poi anche le famiglie che scelgono di venire in vacanza soffrono questa situazione. In ogni caso servono soluzioni: i costi per la lavanderia, dal 1° agosto, sono aumentati tra il 10 e il 12%, le materie prime del 25%».

Ma cosa servirebbe per salvare la situazione? «Chiediamo al governo un credito di imposta che vada a compensare gli aumenti dei costi - sottolinea Bechi - e l’erogazione di fondi per adeguare le strutture alberghiere con pannelli fotovoltaici. C’è un decreto che consente di istallare pannelli nei centri storici. Nei momenti di grande crisi come quello che stiamo attraversando è fondamentale intervenire con tutti gli strumenti a disposizione perché l’ultima cosa che vogliamo è toccare il personale. Purtroppo se non arriverà alcun tipo di sostegno non resta altra soluzione se non chiudere alcuni mesi, sperando di superare questa tempesta che, a Firenze, rischia di mettere in discussione 25mila posti di lavoro, soltanto nel settore alberghiero». Stefano Rosselli, presidente della sezione Industria alberghiera di Confindustria Firenze e titolare dell’Hotel Cosimo de’Medici, spiega che molti colleghi stanno pensando di chiudere per alcuni mesi. Troppo rischioso tenere aperte le strutture con la paura di doverle poi riscaldare. «Stiamo andando verso la bassa stagione e i prezzi delle camere si abbassano - sottolinea Rosselli - . L’estate appena trascorsa è stata particolarmente calda, costringendoci a tenere accesi i condizionatori. I consumi energetici sono stati elevati e le ripercussioni le abbiamo viste nel momento in cui abbiamo ricevuto la bolletta che è quadruplicata rispetto al passato. E poi stiamo subendo un doppio danno: uno diretto, legato agli aumenti, e uno indiretto, dovuto al fatto che molti fornitori stiano riversando sulle nostre fatture gli aumenti, aggiungendo addizionali energetiche che si sommano ai costi con cui già dobbiamo fare i conti. È accaduto all’improvviso, in un momento in cui iniziavamo a ben sperare. Ora attendiamo un’azione governativa per calmierare questa impennata delle tariffe e per riprendere a lavorare con una maggiore tranquillità».

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Monica Rocchini, presidente Assohotel Confesercenti Firenze e titolare dell’Hotel Caravaggio. «Gli anni della pandemia sono stati difficile e, forse, non recupereremo mai tutto ciò che abbiamo perso durante quel periodo - sottolinea - ma il 2022 era iniziato molto bene: da aprile a oggi i turisti sono tornati a visitare le città d’arte, tra cui Firenze. Abbiamo gioito, il Covid sembrava essere alle spalle. Ma finita quell’emergenza ne è iniziata un’altra, altrettanto deflagrante. Nel nostro caso, infatti, la bolletta è quadruplicata: siamo passati da 3mila a 12mila euro. E, adesso, tutti noi albergatori ci chiediamo come superarla. Se già i condizionatori accesi hanno fatto schizzare i prezzi dell’energia alle stelle, non osiamo immaginare quello che accadrà quando attiveremo i riscaldamenti. La paura più grande riguarda il personale. Servono interventi immediati per salvare tutte le categorie economiche, non solo gli albergatori. Siamo tutti in difficoltà. Anzi, con l’acqua alla gola».Anche Federico Isola, alla guida del Grand Hotel Mediterraneo, si chiede quale sarà il futuro: «Cosa faremo? Il prezzo di vendita delle camere non possiamo aumentarlo per non uscire dal mercato, gli stipendi da pagare sono sempre gli stessi, mentre i costi stanno aumentando - conclude - . Quando ci fu l’alluvione a Firenze, nel 1966, mio nonno chiuse il Grand Hotel Mediterraneo per quattro giorni. Durante la fase clou della pandemia abbiamo chiuso i battenti per molto di più e con la crisi energetica potrebbe essere anche peggio. Non smetteremo mai di dirlo: ascoltate il nostro grido d’aiuto, non possiamo più aspettare».

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