Il dolore
Firenza, violenta la figlia degli amici
Un uomo di 61 anni condannato a 4 anni e 4 mesi per atti sessuali su una minore. Avrebbe abusato delle vittima per due volte mentre era ospite a casa dei genitori
FIRENZE. Condannato per aver abusato per due volte, nel giro di tre anni, della figlioletta della coppia di amici che lo ospitava in casa, a Firenze, affittandogli una stanza. Questa l’accusa per la quale ieri un sessantunenne è stato condannato per violenza sessuale su minori a 4 anni e 4 mesi di reclusione con rito abbreviato. Disposto anche il pagamento di una provvisionale verso la vittima e i genitori, assistiti dall’avvocato Daniele Raveggi e costituitisi parte civile nel procedimento. Per l’uomo, peruviano, il pm Giovani Solinas aveva chiesto una pena di 6 anni di reclusione. Il legale dell’imputato, avvocato Mattia Alfano, ha annunciato l’intenzione di impugnare la sentenza in appello. La prima delle violenze la bambina l’avrebbe subita quando aveva 12 anni. Stava dormendo in camera con i genitori, quando il sessantunenne sarebbe entrato e le avrebbe messo le mani addosso, dopo aver fatto delle carezze sulla pancia alla madre. In un primo tempo la bambina non si sarebbe resa conto della gravità del fatto. Avrebbe ricostruito l’accaduto tre anni dopo, nel 2021, quando avrebbe subito un altro abuso, sempre dalla stessa persona. In quest’ultima occasione l’uomo sarebbe entrato nella cameretta dove dormiva insieme al fratellino piccolo, e avrebbe ancora allungato le mani su di lei. Questa volta la vittima, ormai quindicenne, ha raccontato tutto ai genitori, che hanno fatto scattare la denuncia, presentata ai carabinieri. In questa circostanza, a distanza di tre anni, la giovane vittima avrebbe anche realizzato la gravità di quello che aveva subito tre anni prima, quando era troppo piccola per capire quello che le era successo.Proprio per quanto riguarda il primo degli abusi contestati, l’uomo si sarebbe giustificato dicendo di essere entrato nella camera da letto della coppia di amici, dove dormiva anche la loro figlia, perché era ubriaco. Il difensore del sessantunenne, avvocato Mattia Alfano, aveva chiesto l’assoluzione del suo assistito, ritenendo che non sussistessero nei suoi riguardi indizi di colpevolezza sufficienti a sostenere l’accusa a suo carico. La difesa ha sottolineato presunti elementi di contraddizione nella versione data dalla ragazzina, che in alcune parti non sarebbe in linea con quella fornita dai suoi genitori. Il sessantaduenne risulta gravato da un precedente di polizia per reati analoghi, essendo stato arrestato nel 2010 per violenza sessuale. Per l’episodio non è stata tuttavia emessa una sentenza definitiva.
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