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Calenzano, il caro bollette cancella gli stipendi: operai in presidio davanti alla fabbrica

di Elena Andreini

	A destra un’immagine del presidio organizzato dagli operai della fonderia Palmieri
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A destra un’immagine del presidio organizzato dagli operai della fonderia Palmieri

I sindacati: «Servono interventi strutturali»

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CALENZANO. Quando Hamidou Sall ha aperto la busta che conteneva la bolletta dell’energia elettrica è rimasto senza parole, con il fiato sospeso e forse ha iniziato a fare i conti, quei conti difficili da far tornare. La cifra che ha visto indicata è 245 euro. Una fetta consistente del suo stipendio che supera di poco i 1200 euro, se ne andrà per pagare la bolletta. Sall Hamidou lavora da 18 anni alle Fonderie Palmieri di Calenzano, l’azienda di via Baldanzese. Davanti ai cancelli dell’azienda ieri i lavoratori hanno attuato alcuni presidi per denunciare il "caro vita" e la pesante incidenza che questo ha sugli stipendi. La bolletta ricevuta da Hamidou Sall è forse una delle più alte tra quelle dei 160 lavoratori dell’azienda che ha il 40% manodopera di origine straniera, ma tutti denunciano un rincaro, in questo caso dell’energia elettrica, pari al doppio dell’ultima bolletta. «La precedente bolletta era attorno a 80 euro - dice Sall - e ora il costo è triplicato. La mia famiglia è composta da tre persone e viviamo in una casa in affitto e poi ci sono le altre bollette. Guadagno 1200 euro una volta pagato l’affitto e le bollette non mi resta più niente». Sall vive a Firenze. «Ogni mattina devo spostarmi con la macchina per venire al lavoro e devo mettere in conto anche il costo della benzina - dice Hamidou Sall- come fare ad arrivare fino alla fine del mese è difficile. Adesso poi arriverà anche la bolletta del gas».

Nella stessa situazione di ci sono anche gli altri lavoratori il cui stipendio viene aggredito con sempre maggiore prepotenza dai costi crescenti dell’energia. «Questo è uno sciopero dei lavoratori che in un’assemblea hanno deciso di portare all’attenzione della politica le condizioni in cui si trovano i lavoratori con il rincaro dell’energia - dice Daniele Calosi segretario generale della Fiom Cgil Firenze-Prato-Pistoia - i lavoratori vogliono denunciare il caro vita che li sta travolgendo, perchè da ora ad ottobre sulle persone si sta abbattendo una tempesta perfetta. Certo le bollette aumentano a tutti. È vero c’è un bonus da 600 euro che potranno utilizzare. Ma sono politiche da bonus, noi abbiamo bisogno interventi strutturali».

Per Calosi la scelta del Governo doveva essere diversa. «Il Governo - dice segretario generale della Fiom Cgil FiPoPt -poteva fare un’operazione molto semplice proprio come aveva fatto con la pandemia cioè il blocco dei licenziamenti». Un intervento che avrebbe portato un aiuto soprattutto ai lavoratori delle aziende medio piccole. «Non è il caso delle Fonderie Palmieri che è una grande azienda e i lavoratori hanno tutti i diritti e gli ammortizzatori, - prosegue Daniele Calosi - ma ci sono tante aziende dove salvo la cassa del Covid non ci sono altri diritti, quindi il rischio è di avere fette della popolazione che entreranno immediatamente nella fascia di povertà. Ci sono famiglie con figli che vanno a scuola, devono pagare o il mutuo o l’affitto e ora il carico pesante delle bollette e poi pensare alla spesa alimentare: non resterà a loro più nulla»

. Bollette stratosferiche anche per le Fonderie Palmieri. Il dirigente dell’azienda Alessandro Cirri, stupito della scelta per la protesta contro il "caro vita" attuata davanti ai cancelli della sede di via Baldanzese spiega che la spesa energetica è pesante. «Siamo un’azienda energivora - spiega - lo scorso anno abbimo pagato la bolletta elettrica 2,1 milioni, facendo un calcolo a prezzi attuali per i prossimi tre mesi arriveremo a 5,5 milioni. Il costo della bolletta al mese era di 150mila euro adesso sono 700mila. A luglio abbiamo lavorato solo sue settimane ho pagato 319mila euro». Un dato positivo è figlio del fatturato. «Il 2022 - dice Cirri - chiuderà con un fattutato di oltre 27 milioni. Lo scorso anno erano 23 milioni. In buona parte la crescita è dovuta al ribaltamento sui clienti dei costi energetici che, in gran parte, hanno accettato di pagare gli extracosti».

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