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Bus, la “tassa occulta” per gli studenti di Firenze: l’abbonamento (scontato) è obbligatorio

Bus, la “tassa occulta” per gli studenti di Firenze: l’abbonamento (scontato) è obbligatorio

FdI protesta: «Dovrà pagarlo anche chi non usa i mezzi. Assurdo, Giani torni indietro»

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FIRENZE. Novità amare per gli studenti universitari di Firenze, costretti a dire addio all’agevolazione che ha permesso loro di viaggiare per Firenze in autobus a soli 48 euro all’anno. Il piccolo contributo, facoltativo, erogato al momento del pagamento della tassa universitaria, copriva tutti i mezzi pubblici un tempo gestiti da Ataf, tramvia inclusa, e aveva validità di un anno. Ora non è più così: infatti tutti gli studenti saranno costretti a pagare l’abbonamento anche se non usufruiranno di alcun mezzo pubblico. Il prezzo varia in base all’Isee e va da 48 a 75 euro. Non pagherà il contributo chi appartiene alla fascia più bassa, ovvero gli studenti con un valore Isee fino a 24 mila euro. Inoltre, la durata è stata ridotta da 12 a 10 mesi, ciò significa che resteranno scoperti gli ultimi giorni di luglio, tutto agosto e una buona parte di settembre. Mesi, tra l’altro, fondamentali per la carriera di uno studente, in quanto appartengono alla sessione estiva.

Un cambiamento drastico, molto criticato dagli studenti che, fin dall’introduzione del servizio che risale a quattro anni fa, hanno deciso di non abbonarsi. «Non sono stati trovati soldi sufficienti per rifinanziare l’agevolazione per come era nata, Autolinee non ci ha ascoltati e l’ateneo non si è preso la responsabilità di evitare il balzello obbligatorio», dice Sara Sayad della lista studentesca Udu Firenze. Anche perché di fatto somiglia a una sorta di tassa occulta. Il motivo risiede nella natura stessa del servizio, che permette gli spostamenti solo entro l’area fiorentina. Gli universitari, ad esempio, provenienti da Prato o Empoli non potevano usufruirne, ma fino ad un anno fa loro come tutti gli altri potevano rifiutare di versare il contributo. Lo stesso vale per chi vive a due passi dall’ateneo: perché pagare un servizio quando uno studente può raggiungere l’università a piedi? La scelta di questo cambiamento è la conseguenza di una serie di controlli effettuati dal nuovo gestore Autolinee Toscane, Università e Regione Toscana. Con il suo arrivo, Autolinee ha imposto agli studenti l’iscrizione al proprio portale e si contano circa 26.850 universitari iscritti al sito. Un numero che ha sorpreso il nuovo gestore, dal momento in cui Ataf, ai tempi della sottoscrizione dell’agevolazione, stimava solo tre mila studenti. Il contributo di 48 euro a quanto pare non riusciva a creare un gettito capace di coprire il gap che emerge se viene fatto il paragone con quanto uno studente dovrebbe pagare un abbonamento senza alcuna agevolazione. Senza sconto aggiuntivo, uno studente paga un abbonamento annuale di circa 200 euro. Se i circa 26mila studenti fiorentini pagassero quella cifra, Autolinee dovrebbe intascare sui 5,3 milioni di euro. Con l’agevolazione fissata a 48 euro, ne incassava 1,2 circa: troppo poco, soprattutto se la Regione non distribuisce più le stesse risorse degli anni scorsi.

La nuova soluzione – cioè imporre il pagamento obbligatorio della tassa – permette di raggiungere un gettito di circa 3, 8 milioni, cifra lontana da quanto normalmente Autolinee dovrebbe ottenere con gli abbonamenti non scontati, ma che il gestore ritiene un buon compromesso per evitare il rialzo dei costi per chi sottoscrive l’abbonamento. In poche parole, pagano tutti i circa 50mila studenti fiorentini affinché i 26mila che effettivamente usano i bus non paghino troppo. «La Regione - dice Stefano Baccelli, assessore regionale ai trasporti – investe già 500 mila euro per le agevolazioni, risorse investite attraverso l’Arsdu (Azienda regionale per il diritto allo studio). Autolinee ha effettuato un monitoraggio ed è emerso che i conti non tornavano, perciò la scelta ci è parsa necessaria e noi come Regione abbiamo agito nel modo migliore: per non far pagare agli studenti una cifra maggiore, abbiamo dovuto far quadrare i conti»Autolinee, a sua volta, aggiunge che «si è attenuta all’applicazione della disciplina tariffaria stabilita dalla Regione, la quale regola le tariffe da applicare e le modalità di compensazione delle convenzioni» e «non è in alcun modo coinvolta nelle decisioni dell’Università in relazione alla Carta dello Studente ed alle sue modalità di pagamento». L’Università sottolinea che il pagamento obbligatorio dell’abbonamento «è una misura resa necessaria per l’aumento dei costi della convenzione». «È una decisione a dir poco scellerata quella di pagare al pagamento di un servizio studenti che non ne usufruiranno, decisione assurda a svantaggio dei fuori sede, che magari affittano casa vicino alle facoltà già alle prese con il caro vita. Una decisione unilaterale dell’università per far funzionare l’accordo siglato fra Autolinee e Regione», dice Francesco Torselli, capogruppo di FdI in consiglio regionale che con un’interrogazione chiede a Eugenio Gini e all’assessora Alessandra Nardini di tornare «indietro».

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