Sicurezza
Parco San Donato: giochi rotti e il laghetto discarica. «Così i giardini sono un pericolo»
La protesta delle mamme dalle aree verdi di Novoli
FIRENZE. Giostrine rotte, scivoli vecchi o imbrattati. Sul quel castello manca uno scalino, sull’altro la tavola di legno sembra indebolita dalla pioggia e potrebbe cedere facendo cadere un bimbo. Poi i bagni: nei parchi pubblici mancano quasi ovunque. Siamo quasi alla metà di settembre. Tutto riprende il suo ritmo dopo la pausa estiva e la città si ripopola. Anche i parchi giochi, dove i bambini si divertono con i loro amichetti. Certo, meglio qui, all’aperto, nel verde che tenerli davanti alla televisione, soprattutto ora che questi sono gli ultimi giorni di svago prima del ritorno tra i banchi e della ripresa delle attività sportive. Fra altalene, dondoli, palloni, bambole ed altri giochi. Un gelato o un succo di frutta per combattere il caldo che ancora non si decide a lasciarci. Genitori che chiacchierano tra di loro sulle panchine, nonni che guardano fieri i nipotini, baby-sitter che controllano i piccoli. Tutto sembra perfetto, o quasi. Si perché, guardando bene, ci si accorge di tutta una serie di pericoli come altalene ed altre giostrine rotte e rifiuti a terra. Nel parco San Donato a Novoli c’è anche un laghetto con pesci, tartarughe e germani reali che attirano i bambini che si divertono a lanciargli del cibo. Peccato per il grande accumulo di rifiuti che si trova nell’acqua. Natalia Novosad e Tania Winkoniak sono due giovani mamme che frequentano l’area con i loro figli da otto anni: «Oramai abbiamo smesso di andare nella zona del lago, è davvero indecoroso per tutti ma soprattutto per i più piccoli. Anche la manutenzione lascia a desiderare e i giochi andrebbero rinnovati, questi sono vecchi, ce ne sono di nuovi per lo sviluppo psico-motorio, sarebbe bello averli anche nei parchi», propongono all’unisono.
L’area giochi del San Donato, inoltre, è davvero limitata rispetto all’intero spazio del parco: le giostrine danno su via di Novoli, non la scelta migliore considerando tutto lo smog. Altre ci saranno nella nuova area del parco, verso il Palazzo di Giustizia, che è ancora in fase di costruzione. Un altro problema è la mancanza del bagno pubblico: «È veramente scomodo quando sono qui con i miei nipotini non avere a disposizione un servizio essenziale come questo», sostiene amareggiata la signora Antonella. Nei giardini del liceo Leonardo Da Vinci, al contrario, il bagno c’è ma «è sempre chiuso. Sono passati due anni da quando l’hanno messo ma non sappiamo chi abbia le chiavi quindi non possiamo usufruirne», sostiene Marasca Catalini, un’altra nonna arrabbiata. «L’area negli ultimi anni è stata riqualificata molto con nuovi giochi e con il campo da calcio recintato che permette anche ai ragazzini più grandi di giocare senza disturbare i piccoli. È un peccato che poi ci si perda in queste piccolezze come l’assenza del bagno», sostengono le mamme Luana e Teresa. Dietro via Baracca si trova il parco Toscanini ma anche qui la situazione è sempre la stessa. La fontanella non funziona, il bagno non c’è e le giostrine sono veramente poche: quando ci sono tanti bambini si crea molto affollamento con il rischio che si facciano male. «È vero che servono mille occhi, però se ci fossero più sicurezze, si alleggerirebbe il carico di lavoro di nonni e genitori». A 500 metri di distanza c’è il giardino delle Medaglie d’Oro. Quasi inutile sottolineare che le problematiche si ripresentano anche qui.
Piero Trebbi e Corrado Ciolli abitano in zona e lo frequentano quasi ogni giorno: «Anche se ci sono i cestini, i ragazzi buttano i rifiuti per terra. Manca il senso civico e questo è preoccupante», sostengono i due. Alle Medaglie d’Oro il bagno c’è ma comunque nessuno lo pulisce. Sembra un cane che si morde la coda e a pagarne le conseguenze sono i bambini.
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