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Scuola, bollette impazzite: Nardella convoca i presidi. Le misure ipotizzate dal sindaco

di Antonio Passanese
Scuola, bollette impazzite: Nardella convoca i presidi. Le misure ipotizzate dal sindaco

Palazzo Vecchio prevede un aumento tra il 20 e il 30%. In Metrocittà i costi sono raddoppiati: da 3 a 6 milioni

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FIRENZE. Non solo famiglie e aziende. Il rincaro della bolletta energetica preoccupa, e non poco, anche Palazzo Vecchio e la Città metropolitana che hanno in "gestione", rispettivamente, 25 istituti comprensivi e 47 scuole superiori. Il Comune, lo scorso anno, ha speso per gas e riscaldamento circa 25 milioni di euro e le previsioni non sono per nulla buone. Si parla, infatti, di un aumento che potrebbe aggirarsi tra il 20 e il 30%. Costi non programmati e che potrebbero far «sballare» i conti dell’amministrazione che, in questi giorni, sta ragionando proprio sul problema, sulle risorse da destinare e su dove trovarle. Per la Metrocittà - che nel computo ha inserito anche 20 edifici adibiti a uffici - le bollette del gas sono passate dai 3.671.609 del 2021 ai 6.212.998 dei primi sette mesi del 2022. Praticamente il doppio di quanto speso un anno fa. E nei calcoli non sono stati inseriti gli ultimi 5 mesi che potrebbero far schizzare alle stelle i costi. Il sindaco Dario Nardella, che non nasconde la sua preoccupazione, però su un paio di cose appare irremovibile: nessun ritorno alla Dad per risparmiare sull’energia e riscaldamenti accesi, senza abbassarli neanche di un grado, per evitare che i ragazzi, il prossimo inverno, debbano stare in aula con cappotti, sciarpe e cappelli.

E lancia un’idea: «Occorrerà applicare con grande attenzione e buon senso la prescrizione sull’areazione delle classi prevista dalle autorità sanitarie a causa del Covid - afferma Nardella - Visto che la pandemia è ridimensionata e che si tornerà a scuola in una situazione molto più tranquilla, ho chiesto all’assessora Sara Funaro per il Comune e a Massimo Fratini per la Città metropolitana di convocare tutti i dirigenti scolastici per discutere e confrontarsi su un’ipotesi: evitare di tenere le finestre aperte a lungo come accadeva nei due anni precedenti. In passato le classi venivano areate continuamente con grossi problemi di riscaldamento e con un dispendio energetico molto grande».

Quindi, il ragionamento del primo cittadino di Firenze, «applicando in modo più restrittivo, senza contravvenire alle prescrizioni sanitarie la questione dell’areazione, magari facendola in certi orari in modo da non abbassare le tempereature delle aule. Questo potrebbe consentirci un minimo di risparmio. Parliamo di una piccola misura di buon senso che chiederemo ai dirigenti scolastici di rispettare». Per quanto riguarda altre possibili misure, come il ritorno alla didattica a distanza e lo spegnimento dei termosifoni o anche la settimana corta «a me sembrano molto complesse. In ogni caso non possono che essere prese a livello centrale dal ministero e non sicuramente da noi sindaci. La scuola deve essere l’ultimo settore da sacrificare e se si dovesse fare va deciso dal governo. Troverei sbagliato che ogni amministrazione comunale decidesse di testa sua. Ripeto: deve essere il ministero a occuparsene».

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