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Il lutto

Addio a Simone, medico al Santa Maria Nuova: la lotta, la passione per lo sport e i suoi due bambini

Addio a Simone, medico al Santa Maria Nuova: la lotta, la passione per lo sport e i suoi due bambini

«Un collega molto preparato, bravissimo, il collaboratore che tutti i primari vorrebbero avere e di una umanità straordinaria – dice il direttore del pronto soccorso - Ci mancherà moltissimo. Lascia un vuoto immenso come amico e come professionista. Siamo vicini alla sua famiglia»

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FIRENZE. Era originario di Prato ma si era trasferito a Firenze da qualche tempo, Simone Bianchini, 36 anni, medico al pronto soccorso dell’ospedale di Santa Maria Nuova che giovedì 8 settembre è morto a causa di un tumore al cervello scoperto nei mesi scorsi e che non gli ha lasciato scampo. Simone aveva due figli piccoli, una moglie, Diana, ed era un gran appassionato di sport, come il babbo Alberto, che è stato consigliere dell’Aia di Prato, e la sorella Deborah, arbitro di calcio. Di recente giocava nella squadra A.C.To e allenava la A.C.Clo: «Una notizia che non avremmo mai e poi mai voluto sentire – si legge sul sito della società calcistica – un colpo durissimo da sostenere. Simone ci ha lasciati, dal 2004 era oltre che un bravissimo calciatore, anche il responsabile della ormai storica compagine dell'A.C. To, nonchè allenatore della squadra femminile AC Clo. Una persona ormai di casa, gentile ed educato. Tutta la Midland, il presidente, lo staff e i delegati piangono questa gravissima perdita e sono vicini nel dolore della famiglia e degli amici. Ciao Simo, non ti dimenticheremo». Anche il mondo arbitrale italiano, ieri, si è stretto attorno ai parenti del medico per sostenerli in quetso momento di dolore: «Il Presidente dell'Aia Alfredo Trentalange e il vice Duccio Baglioni, insieme ai componenti del comitato nazionale, esprimono ad Alberto, Deborah e a tutta la loro famiglia profondo cordoglio a nome di tutti gli arbitri italiani».

Simone, come si legge in una nota della Asl Toscana Centro, aveva iniziato a lavorare, da specializzando, nell’ospedale Santo Stefano di Prato per poi trasferirsi a Firenze dove da 5 anni era in servizio al Santa Maria Nuova come medico di medicina d’urgenza. «Un collega molto preparato, bravissimo, il collaboratore che tutti i primari vorrebbero avere e di una umanità straordinaria – dice il direttore del Pronto Soccorso di Santa Maria Nuova, Michele Lanigra - Ci mancherà moltissimo. Lascia un vuoto immenso come amico e come professionista. Siamo vicini alla sua famiglia».

Simone Bianchi, che fin dall’inizio era stato messo a conoscenza di quel tumore che gli era stato trovato al cervello, ha lottato fino alla fine, come un leone, anche se sapeva benissimo che quel male gli avrebbe lasciato poco, pochissimo da vivere. E fino a quando ha potuto e ce l’ha fatta, si è recato al lavoro. Ora sono in tanti a piangere quel «ragazzo buono, sempre pronto ad aiutare gli altri e sempre disponibile con i pazienti che trattava con un’umanità fuori dal comune – ricordano i colleghi – Perdiamo un grande uomo che credeva molto nel giuramento che aveva fatto».  

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