Toscana
Un murale per la “signora delle stelle”: così Firenze celebra Margherita Hack
Sarà realizzato da due artisti ucraini su una parete della scuola Compagni
FIRENZE. L’arte per ricordare la grande scienziata. Ma non solo. Il grande murale che sarà realizzato nei prossimi giorni su una facciata dell’istituto Compagni-Carducci sarà anche una sorta di invito a conoscere e studiare una figura, quella dell’astrofisica fiorentina, e a farne un modello, non solo in ambito scolastico e accademico. L’obiettivo è tenere vivi anche i suoi insegnamenti e le sue battaglie in tema di diritti civili. Firenze ricorda Margherita Hack. E nel centenario della sua nascita lo fa anche con un intervento di street art.
Un murale, grande e colorato, diviso su due pareti, sarà realizzato nelle prossime settimane su una facciata dell’istituto comprensivo statale Compagni-Carducci. Il Comune di Firenze ha accolto e approvato la proposta progettuale coordinata da Street levels gallery srls, galleria internazionale di arte urbana fiorentina, che prevede la realizzazione di «un intervento di arte pubblica utilizzando lo strumento dell’arte urbana per omaggiare la scienziata fiorentina di fama internazionale Margherita Hack, nata in prossimità dell’istituto scolastico di via delle Cento Stelle».
L’intervento artistico, composto da due murales, sarà infatti realizzato su due grandi pareti esterne dell'istituto scolastico che affacciano su via delle Cento Stelle, la strada dove cento anni fa nacque la “signora delle stelle”.
A concretizzare il progetto, che ha ottenuto anche un finanziamento di circa 23mila euro da parte di Palazzo Vecchio, sarà Interesni Kazki, un duo artistico formato da Aleksei Bordusov (alias Aec) e Vladimir Manzhos (alias Waone), due talentuosi amici-artisti di Kiev che attraverso i loro murales vogliono narrare “interessanti” (interesni) “racconti” (kazki). Nati entrambi in Ucraina, i due artisti muovono i primi passi nella street art verso la fine degli anni Novanta. Il 2005 è per loro l’anno della svolta: decidono di unire gli sforzi, formare un duo e dar vita ad un progetto artistico che, attraverso l’arte urbana, mette soprattutto in luce il senso civico e la morale. «Dopo una prima fase in cui erano soliti raffigurare pochi personaggi, il duo ha successivamente e meticolosamente arricchito le proprie visioni con una enorme quantità di dettagli – sottolinea la società fiorentina nel progetto presentato al Comune –. Le immagini traboccano di riferimenti, spunti e temi differenti, dando vita a piccoli universi che funzionano singolarmente e che al tempo stesso rappresentano un ingranaggio, la minuziosa parte di un’unica e grande scena finale che spinge chi osserva ad immergersi al suo interno. Influenzato da Dalì e Moebius, il duo lavora per allegorie miscelando nelle loro opere fantascienza, religione, mitologia, storia e folklore, dando forma in questo modo ad un vibrante alfabeto personale, riconoscibile e capace di affrontare temi e argomenti di varia natura, spesso di tipo introspettivo, altre volte legato all’ambiente di lavoro».
L’opera dedicata all’astrofisica fiorentina ha l’obiettivo di ricordare Margherita Hack, ma anche di trasmettere alle nuove generazioni di studenti la figura di scienziata e di attivista per i diritti civili che ha rappresentato.
L’iniziativa rientra tra quelle previste da Palazzo Vecchio per celebrare Margherita Hack nel centenario della sua nascita. Un anno di eventi, inaugurato lo scorso 12 giugno con l’apposizione di una targa commemorativa sulla casa natale della scienziata, per ricordare e celebrare l’astrofisica fiorentina che lasciò Firenze in giovane età rimanendo però molto legata alla città.
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