Italia
Un fiorentino over 65 su dieci soffre di demenza senile
Il presidente Aima: «Malattia in crescita, occhio ai segnali»
FIRENZE. Un fiorentino over 65 su 10 soffre di demenza senile.
Parlano i numeri: sono circa 20mila gli anziani che, a Firenze, devono fare i conti con l’Alzheimer, 85mila in Toscana su un totale di 950mila anziani. Una malattia in crescita che provoca problemi con la memoria e il comportamento, ma soprattutto disagio: fa cadere i punti di riferimento, destabilizza e fa sentire persi non solo il malato, ma anche i familiari che devono prendersene cura, restando al suo fianco. Lo sa bene Manlio Matera, presidente dell’Associazione italiana malattia di Alzheimer (Aima) di Firenze che, dal 25 marzo 1994, è in prima linea al fianco delle famiglie. «La nostra principale attività è rivolta proprio a loro – sottolinea il presidente – e per questo abbiamo aperto a Firenze un centro d’ascolto per offrire orientamento, consulenza e sostegno a chi si prende cura dei malati. Qui ci sono degli operatori psicologi che ascoltano le famiglie, propongono soluzioni e le affiancano lungo tutto il percorso di cura».
I sintomi
Il morbo di Alzheimer – che è incurabile – è una malattia progressiva e, come tale, peggiora con il passare del tempo. Anche per questo – sottolinea Matera – è fondamentale prestare attenzione ai campanelli d’allarme. «Cambiamenti di umore e di comportamento, una sempre più marcata confusione su eventi, tempi e luoghi – precisa il presidente di Aima – sospetti infondati relativi a famiglia, amici e persone che assistono; grave perdita di memoria, cambiamenti di comportamento e pure difficoltà nel parlare, deglutire e camminare. Le persone affette dalla perdita di memoria o da altri possibili segnali del morbo di Alzheimer possono trovare difficoltà ad ammettere di avere un problema. Per questo chiunque dovesse avvertire sintomi simili a quelli della demenza dovrà rivolgersi a un medico».
Le emozioni
Ma c’è anche un altro aspetto da tenere in considerazione: le emozioni che i malati di Alzheimer provano e che la malattia non cancella. «Un giorno andai a trovare un malato – racconta il presidente di Aima – . Lui era solito occuparsi dell’orto di sua nipote quando, a un tratto, lei gli disse che non avrebbe dovuto più farlo. Mentre sua moglie raccontava a me l’episodio, ad alta voce, lui iniziò a piangere. Ricordare quel trauma per lui era ancora, dopo del tempo, un dolore. Per questo il consiglio è quello di ascoltare le emozioni dei nostri cari perché neppure la demenza senile, che molto porta via con sé, riesce a cancellarle».
L’associazione
La demenza non è una conseguenza dell’invecchiamento fisiologico, ma una malattia che determina una progressiva distruzione delle cellule cerebrali e i sintomi di questa patologia non sono semplici errori di memoria: chi ne è affetto ha difficoltà di comunicazione, apprendimento, pensiero e ragionamento, che possono influenzare il lavoro, la vita sociale e familiare. Per quei familiari che abbiano difficoltà possono contattare l’associazione Aima chiamando il numero di telefono 055 433187 oppure scrivendo una mail all’indirizzo info@aimafirenze.it.
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