Il dolore
Il modello Firenze a Roma: la missione del dem Gianassi
Uomo di fiducia di Nardella la sua candidatura non è mai stata in dubbio. «Combatterò per la Tav, un’opera costruita a metà. Ritardo inaccettabile»
Nelle frenetiche settimane delle liste dem la sua candidatura è stato un punto fermo nel gioco degli incastri regionali.
Uomo di fiducia del sindaco di Firenze Dario Nardella, fortemente legato al territorio, per l’assessore comunale, Federico Gianassi, la corsa nell’uninominale fiorentino della Camera è la grande occasione per entrare nella politica nazionale. Completando un percorso tutto gigliato iniziato 13 anni fa come presidente del Quartiere 5, poi segretario comunale Pd, infine il salto a Palazzo Vecchio per due mandati. «Il mio obiettivo è portare i valori e il modello di Firenze a Roma», dice durante gli incontri di questa campagna elettorale.
Come imposterà la campagna elettorale in città?
«Sono grato per la candidatura e motivatissimo a fare la migliore campagna possibile. Al contrario di altri candidati che devono farsi conoscere intendo valorizzare ciò che sono, un amministratore da tanti anni al servizio della città, intendo dunque continuare con lo stesso approccio in questa fase: sarò nelle strade e nelle piazze, accanto ai cittadini, per ascoltare i loro problemi e mettere in campo soluzioni concrete».
La principale emergenza al momento è il caro bollette. Come intervenire?
«È davvero un’emergenza nazionale. Servono misure immediate senza attendere il voto per calmierare i prezzi, affiancandogli una politica di medio-periodo che scommetta sull’autosufficienza energetica. Purtroppo rilevo l’irresponsabilità di alcune forze politiche che, decretando la fine del governo Draghi, hanno reso il Governo e il Paese meno forti proprio in queste settimane cruciali. Comunque adesso servono due misure: tetto massimo al gas perché l’emergenza lo richiede e tassa sugli extraprofitti, chi ha di più in questa fase è chiamato a dare un contributo».
Grandi progetti come lo stadio e la tramvia sono a rischio con la vittoria del centrodestra?
«Nessuna sfida è vinta per sempre, tantomeno quella per le nuove infrastrutture, così centrali per il futuro di Firenze. Faccio parte di un’amministrazione che ha scommesso sull’innovazione, come dimostra la tramvia. Le infrastrutture servono e la spinta del Governo è decisiva: adesso abbiamo la grande occasione del Pnrr per completare le opere, da questo punto di vista trovo grave e sbagliato il fatto che la destra proponga di fermarsi e rinegoziarlo. Il punto di vista del Pd è l’opposto: si spendano subito e bene le risorse a disposizione». Un altro tasto dolente è la Tav, ancora al palo.
«In caso di vittoria è mia intenzione battermi su questo tema dove scontiamo un ritardo inaccettabile, con un’opera costruita a metà e con 800 milioni di euro già spesi come più volte denunciato dal sindaco Nardella e dal governatore Giani. È un’opera fondamentale per migliorare in maniera radicale il trasporto pubblico regionale: con due nuovi binari e una stazione dedicata all’alta velocità si libereranno i binari esistenti per rafforzare il trasporto pubblico regionale».
La legge salva centri storici per le città d’arte alla fine è stata affossata in Parlamento. Quanto è urgente il tema?
«Spesso gli amministratori locali sono lasciati soli ad affrontare sfide complicatissime con poche armi a disposizione, fanno un grande lavoro ma non basta, è assolutamente necessario un intervento legislativo. La proposta è sacrosanta: bisogna attribuire ai Comuni dei poteri per regolamentare, tutelare e valorizzare i centri storici esposti al rischio di una compromissione. Qua abbiamo adottato atti innovativi che poi sono stati un esempio a livello nazionale, penso al blocco delle nuove attività di ristorazione nel centro storico, aumentate per via delle liberalizzazioni. Servono misure che consentano ai Comuni di recuperare spazio di governo in questi processi: solo così si riesce a tenere insieme i diversi interessi della comunità, valorizzare l’identità locale e proiettare la città in modo equilibrato verso il futuro».
I bilanci comunali negli ultimi anni sono stati un nodo difficile da sciogliere per i Comuni. Cosa può fare in più lo Stato per aiutare?
«A Firenze abbiamo fatto un lavoro eccezionale in un contesto difficile: siamo riusciti a garantire l’equilibrio di bilancio, salvando i servizi, potenziando gli investimenti e applicando una poderosa riduzione delle tasse comunali. Ciò non toglie che serva una nuova cultura nazionale anche sulle politiche di bilancio, valorizzando le autonomie locali e riducendo la burocrazia. Ancora oggi ci sono vincoli forti, vedi gli accantonamenti di fondi, che rappresentano un limite all’utilizzo di risorse che potrebbero essere valorizzate nell’interesse dei cittadini».
Torniamo alla politica. Il terzo polo può incidere sulla corsa elettorale in Toscana?
«Non credo, ho rispetto per la sfida del terzo polo ma non ne ho timore perché vedo intorno a noi e alla nostra proposta una risposta forte, un consenso ampio e largo. E poi oggettivamente questa legge elettorale, piaccia o no, impone una forte polarizzazione tra i candidati del Pd e quelli della destra, sono gli unici che possono ambire alla vittoria».
Cosa ne pensa della dichiarazione della candidata per il senatoriale di Firenze, Ilaria Cucchi che ha rivelato di essere stata di centrodestra prima della morte del fratello?
«Cucchi rappresenta una candidatura civica di spessore, in grado di parlare ai cittadini anche oltre le appartenenze politiche dunque non mi ha sorpreso il taglio delle sue dichiarazioni che è coerente con la sua storia e il profilo che rappresenta. In ogni caso Cucchi allarga e arricchisce la compagine delle candidature dem».
In caso di vittoria quale sarebbe il suo primo atto in Parlamento o il tema di cui si vorrebbe subito occupare?
«Senza dubbio la difesa dei valori in cui crede la città di Firenze, per tutti i giorni del mandato. Come prima azione cercherò di difendere le tante risorse del Pnrr che sono destinate alla nostra città contro il rischio di rinvii e rinunce. Senza dimenticare la battaglia per il salario minimo e la nostra proposta per una mensilità in più ai lavoratori».l
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