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Movida: i controlli

Firenze, licenza sospesa a due locali: “Pericolo per la sicurezza pubblica”

Firenze, licenza sospesa a due locali: “Pericolo per la sicurezza pubblica”

La decisione del questore Maurizio Auriemma

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FIRENZE. Licenza sospesa per due locali a Firenze. «Esistono condizioni di pericolo per l'ordine e la sicurezza pubblica»: così ha deciso il questore Maurizio Auriemma che ha chiuso per 15 giorni un noto locale in Oltrarno e per 10 giorni un chiosco alle Cascine. Il primo aveva riaperto i battenti da qualche settimana, dopo lo stop forzato di 30 giorni, deciso lo scorso 9 luglio sempre dalla Questura a seguito di un controllo.

Nel locale gli agenti avevano sorpreso due uomini in possesso di cocaina (per uso personale) e scoperto sui divanetti qualche grammo di polvere bianca e marijuana e poi avevano identificato alcune persone finite in passato nei guai con la giustizia. Poco prima di Ferragosto la riapertura.

Nel corso di una nuova ispezione, gli agenti di polizia avevano individuato persone con un curriculum di precedenti e ancora tracce riconducibili al consumo di droghe, tra cui ritagli di cellophane utilizzati per il confezionamento di dosi di stupefacenti. Quasi identico scenario al termine di due successivi controlli della divisione polizia amministrativa e sociale e della squadra mobile. Da qui la decisione del questore. Per il chiosco alle Cascine rilevato nel tempo che è stato "teatro di teatro di eventi che hanno compromesso l'ordine e la sicurezza pubblica oltre ad essere ritrovo di persone, per lo più straniere, dedite allo smodato consumo di alcolici".

Il 25 aprile i carabinieri erano intervenuti per la presenza di alcuni peruviani pregiudicati ubriachi, poi lo scorso 5 agosto un 17enne di origine albanesi era rimasto gravemente ferito da un cliente del chiosco. Alla vigilia di Ferragosto, un altro cliente, in evidente stato di ebbrezza alcolica, avrebbe invece mostrato i propri genitali alle persone nelle vicinanze. Qualche sera fa, una giovane cliente di origine straniera è stata aggredita da un connazionale con una testata al volto, dopo aver rifiutato avance. Nel giugno 2020 il chiosco era già stato chiuso per 7 giorni, perché ritenuto luogo di ritrovo di persone, perlopiù cittadini stranieri, dediti a smodato consumo di alcolici e scenario di episodi di violenza.

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