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Fiorentina, botte tra tifosi in Olanda: undici arresti. Le testimonianze

Francesca Bandinelli
Fiorentina, botte tra tifosi in Olanda: undici arresti. Le testimonianze

A Enschede, gli hooligans del Twente hanno cercato il contatto con i tifosi viola. Nella città olandese è continuata la “caccia all’italiano”

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FIRENZE. Dopo la guerriglia urbana di Enschede, quella alla vigilia della gara tra Twente e Fiorentina che ha portato all’identificazione e alla successiva espulsione di 28 tifosi viola, ieri dall’Olanda sono arrivati ulteriori dettagli, dopo altri scontri registrati al De Grolsch Veste.

Sono undici, secondo quanto comunicato dalla polizia oranje, gli arrestati dopo i disordini della notte scorsa, tutti olandesi, di cui soltanto uno è rimasto in stato di fermo con l’accusa di tentato omicidio ai danni di un agente di polizia. Tutti gli altri, dieci uomini di età compresa tra i 16 e i 41 anni sono stati rimandati a casa, ma presto dovrebbero comparire in tribunale. Tra i feriti si sono registrati anche tre uomini delle forze dell’ordine. Il clima di totale tensione che si è venuto a creare anche a seguito della decisione del sindaco Bleker di vietare la circolazione dei tifosi viola nel centro di Enschede ha finito per acuirsi col passare del tempo. Allo stadio, alcuni tifosi olandesi hanno provato a forzare la recinzione che separa il settore ospiti dal resto dello stadio per arrivare allo scontro. Anche in questo caso, le immagini sono rimbalzate sui social, attraverso l’account twitter @voetbalUltras: l’arrivo della polizia, seppur non immediato, ha evitato che si arrivasse al contatto. Le dichiarazioni – e pure l’atteggiamento dell’allenatore olandese Ron Jans – non hanno gettato acqua sul fuoco. «Ho visto un razzo lanciato dal settore dei tifosi viola verso quello che ospitava i nostri tifosi. Sono cose che non si possono fare. Si è sentito anche un botto enorme. Il pubblico ha cominciato a lanciare bicchieri di birra, volevo placarli. Ci sono tante cose belle in una competizione come questa, ma anche altre che non vorresti vedere».

Qualcuno dei 28 fiorentini costretti prima in cella di sicurezza e poi accompagnati ad uscire dal paese col foglio di via non avrebbe potuto ritirare nemmeno gli effetti personali lasciati in albergo, ma non sarebbe andata meglio ad altri che una volta rientrati in città si sono trovati a fare i conti con quella “caccia all’italiano” messa in piedi dagli hooligans locali.

Pietro Lazzerini, collega di radio FirenzeViola, ha toccato con mano la leggerezza con cui le forze dell’ordine locali si sono occupate della questione ordine pubblico. Di rientro dal De Groelsch Veste, gli agenti di servizio a pochi passi dall’Intercity Hotel, lì dove nella serata di mercoledì sono avvenuti i violenti scontri tra le due tifoserie, non si sono preoccupati nemmeno di identificare il gruppo che, indisturbato, ha fatto irruzione nella hall dell’hotel dove erano appena rientrati cinque tifosi fiorentini. Dopo aver visto uno di questi rimediare uno schiaffo, Pietro è intervenuto. «La “caccia” all’uomo per cercare lo scontro era cominciata prima della guerriglia di mercoledì sera. È stato sorprendente però vedere come, dopo essere passati indisturbati di fronte agli agenti all’esterno dell’albergo (un quattro stelle, ndr) , nemmeno la sicurezza interna sia intervenuta. Sono stato io a chiedere risentito l’intervento della polizia alla reception. Quando poi gli agenti sono arrivati, non gli stessi che avevamo incontrato noi pochi attimi prima all’esterno. Si sono rivolti a noi come se tutto fosse stato normale: il gruppetto di olandesi è uscito, restando comunque a gravitare nello spazio antistante. Lo abbiamo fatto notare e per tutta risposta ci è stato detto che se fossero tornati li avrebbero arrestati: di certo c’è che le generalità non sono state chieste a nessuno. Pur non entrando nel merito di quanto accaduto nella serata degli scontri, quella olandese parsa una gestione della sicurezza quantomeno particolare».

Di buon mattino, intanto, un gruppo di tifosi viola è andato in via Santa Caterina d’Alessandria: qui è stato srotolato uno striscione, a firma “diffidati” di solidarietà con i 28 che in Olanda hanno conosciuto la cella di sicurezza. “Petto gonfio d’orgoglio – hanno scritto – 28 leoni in nome di Firenze”. Domani, in occasione della gara col Napoli non si escludono altre azioni dimostrative per mostrare loro ulteriore solidarietà. Sulle radio fiorentine, intanto, ieri sono rimbalzate testimonianze dirette di chi ha vissuto le ultime ore in Olanda. Sono stati diversi quelli a mettere l’accento sui tanti momenti di tensione vissuti, dalle cariche del mercoledì sera, fino all’attesa estenuante al parcheggio scambiatore in attesa di permettere a ciascuno di raggiungere le strutture in cui alloggiare. «Gli ultrà del Twente, allo stadio, hanno cercato in ogni modo il contatto – ha spiegato Francesco Linari dai microfoni di Radio Bruno -, anche quando siamo saliti sui pullman. Hanno spaccato vetri per entrare nel nostro settore, ci sono stati momenti di confusione e paura. Alcuni amici hanno rischiato di finire coinvolti negli scontri del mercoledì: in loro difesa, “rei” unicamente di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato sarebbero intervenuti anche agenti italiani presenti in Olanda». La Digos, intanto, aspetta di ricevere gli atti dai colleghi olandesi: saranno visionate carte e immagini e eventualmente si procederà con l’emissione di Daspo per reati da stadio.  

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