Il Tirreno

Firenze

Caro energia

Il pub affogato dalle bollette: «Ho preso un mutuo per non chiudere, non ce la facciamo più»

Antonio Passanese

	Fabio Crescioli (a sinistra) gestisce il locale da 28 anni: la sua attività è punto di ritrovo per studenti italiani e americani
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Fabio Crescioli (a sinistra) gestisce il locale da 28 anni: la sua attività è punto di ritrovo per studenti italiani e americani

Costi lievitati del 150%. Il titolare del locale fiorentino: «Mi tocca sentire il mio commercialista almeno una volta ogni due settimane per capire dove poter tirare risparmiare»

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FIRENZE. Se Fabio Crescioli non avesse «il commercio che mi scorre nelle vene» probabilmente, dopo aver ricevuto le ultime bollette della luce, avrebbe già chiuso il suo pub. Da 28 anni gestisce il Lion’s di piazza San Pier Maggiore, meta di giovani fiorentini e stranieri che lì si ritrovano tutte le sere per una birra o per mangiare un hamburger. E mai gli erano state recapitate fatture così alte. Crescioli, infatti, questo mese dovrà versare 7.334 euro al gestore di energia elettrica contro i 2.932 euro dello stesso periodo dello scorso anno. «Sono incavolato – dice – perché mi sento preso in giro. Oltretutto per tenere in vita la mia azienda durante la pandemia sono anche stato costretto a chiedere un mutuo che sto tutt’ora pagando. E anche se i proprietari del fondo mi hanno dato una mano (l’affitto per alcuni mesi è passato da 10.000 euro al mese a 6.500 euro) e il Comune per due anni non ha riscosso la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, di certo queste cifre non aiutano, anzi, ti spezzano le gambe. Alcuni colleghi mi hanno detto che se i costi energetici non freneranno sono pronti a mettere in stand by l’attività». Intanto Crescioli, per limitare i danni e le spese, ha montato le luci a led, tiene accesa l’aria condizionata solo nelle ore più calde, utilizza i vaporizzatori e «ho messo un temporizzatore a luci e acqua in bagno». Al gas ha rinunciato già da qualche anno realizzando dei fornelli a induzione, e tutti questi espedienti hanno aiutato il Lion’s Pub a risparmiare circa il 20 per cento delle spese di gestione.

«Mi tocca sentire il mio commercialista almeno una volta ogni due settimane per capire dove poter tirare risparmiare – aggiunge Fabio – ma il nostro dramma è che non sono aumentate solo le bollette dell’energia ma anche le materie prima: dalle bottigliette d’acqua, che per 15 giorni abbiamo avuto difficoltà a reperire, alla carne, dagli alcolici alla verdura. La birra invece è rimasta quasi stabile. La vita è diventata carissima ma gli stipendi sono fermi al palo. Se non si dà un po’ ossigeno ai dipendenti aumentando le buste paga sarà difficile andare avanti perché con i prezzi che aumentano di ora in ora nessuno si potrà più permettere di uscire e spendere».

Dato che il Lion’s, dall’inizio dell’anno, ha lavorato tanto, Crescioli è riuscito a reggere l’onda d’urto causata dal caro energia ma è importante che «chi andrà a governare il nostro Paese metta in agenda questo problema e ascolti le associazioni di categoria in modo costruttivo rispetto al passato. Se le cose non dovessero cambiare non so quanto potremo reggere».

Ma il titolare del rinomato locale di San Pierino purtroppo deve fare i conti anche con l’assenza di personale che non gli permette di tenere aperto il pub di mattina e che lo costringe a utilizzare solo una cucina sulle due disponibili: «Nel 2020 avevo 24 dipendenti, ora ne ho 16. Non riesco a trovare ragazzi che vogliano lavorare e questo mi crea un grosso danno perché sono costretto ad aprire solo il pomeriggio. Speriamo che la politica faccia la sua parte e ci dia una mano».  

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