Gioco
Dog Village, la chance degli ultimi: qui una carezza vale molto di più
Da 25 anni Rita Donati si occupa di curare i quattro zampe abbandonati e anziani
Ci risiamo. L’estate non ha spazzato via la cattiveria. Così molti cani e gatti (e, purtroppo, altri animali domestici) sono stati abbandonati. Il caldo dà alla testa, si dice. In effetti abbandonare un animale è un gesto folle. Ma la follia non basta. Della cattiveria umana ne sa fin troppo bene la signora Rita, che da 25 anni si occupa di cani abbandonati e maltrattati. Gestisce il Dog Village di Sesto Fiorentino, un ampio spazio verde con zone d’ombra e piscinette tanto amate dai suoi anziani ospiti a quattro zampe.
Rita Donati dà una seconda vita ai quattro zampe con i quali, proprio la vita, non è stata molto gentile. Parliamo ad esempio di Romeo, un cane di 14 anni, cieco, abbandonato a se stesso dentro uno stanzino per un anno. O di Luna, una cagnolina (si fa per dire, data la stazza e il lungo pelo) che mentre la coccoli, vuole giocare con la zampa. Un gruppo di ragazzi ha ucciso la sua cucciolata a sprangate. Nerina, un labrador di 7 anni, è stata abbandonata dal suo padrone due anni fa. A Rita è stato promesso che sarebbe venuto a trovarla, ma non è più tornato.
Blackino è uno dei più piccoli, ma si fa valere. Ringhia sempre perché geloso, vuole le attenzioni tutte per lui. I suoi vecchi “padroni” lo picchiavano e gli hanno rotto il coccige. Nonostante ciò, questi piccolini continuano ad avere fiducia nell’essere umano. Ti accolgono scodinzolando. Appena varcato il cancello, Rita riunisce intorno a sé la sua famiglia canina. «Mi occupo di cani da così tanto tempo che ne ho viste di tutte. Ad esempio, lei viene dalla Sardegna ed è viva per miracolo. Hanno provato ad impiccarla» racconta, indicando una cagnolina distesa su un grande cuscino, intenta a riposarsi. «Al Dog Village abbiamo cani anziani, che sono stati abusati e abbandonati.
Vengono da tutta Italia: Sardegna, Puglia, Lazio e hanno alle loro spalle storie che raggelano. Io e altri pochi volontari ci occupiamo di loro ma non è affatto semplice. Anche perché troppi credono che sia sufficiente portare fuori il cane, quando in realtà hanno bisogno di coccole e cibo più che di una passeggiata, dal momento in cui qui al Dog Village c’è abbastanza spazio per loro. E poi il cibo è aumentato di costo. Una scatoletta che prima costava ottanta centesimi, ora arriva a un euro e trenta».
Mentre Rita aggiunge acqua alla piscinetta, i cagnolini si spostano, seguendola passo dopo passo, nonostante il caldo. Alcuni di loro hanno difficoltà a camminare, a causa degli abusi subiti. Altri sono anziani e avanzano a passo lento, complice anche la stanchezza post pappa. Questi cani hanno avuto la fortuna di incontrare una persona che si occupa di loro, nonostante tutto. La sua storia è simbolo di un impegno, che dovrebbero prendersi tutti coloro che scelgono di adottare/comprare un cane. Una realtà seria e amorevole, quella del Dog Village, che si scontra con i dati raccapriccianti di quest’anno.
Si contano quasi 117 mila di cani e gatti adottati durante il lockdown e restituiti perché considerati troppo impegnativi.
Elisa è titolare di un negozio per animali. Si occupa della vendita di alimenti cruelty free, naturali e biologici. In più, dà una mano ai volontari che, come lei, si occupano delle adozione di cani e gatti. «I gatti sono animali molto territoriali e amano i propri spazi – ci spiega -. Per i periodi brevi sarebbe consigliabile lasciarli a casa, con una figura di riferimento come un parente o un amico. Altrimenti assumere una cat-sitter che può occuparsi di lui cambiandogli la lettiera, l’acqua e il cibo. Per quanto riguarda i cani, le soluzioni sono tante. Dal dog sitting alle pensioni, anche se il mio consiglio è portarlo con sé in vacanza. Ci sono tante belle strutture dog friendly, in Italia e soprattutto all’estero, che rendono l’esperienza piacevole. Portarsi il cane in vacanza è una delle esperienze più belle in assoluto. Te lo godi, passi del tempo con lui, perché è a tutti gli effetti un membro della famiglia. Se proprio non è possibile, meglio scegliere una pensione casalinga, dove il cane sente meno l’abbandono. Mai scegliere strutture dove rinchiudono i cani nei box. Le pensioni per cani e gatti esistono. La nostra si occupa degli amici a quattro zampe con cura, passione e professionalità». Giovanna Carlini dell’Accademia Cinofila Fiorentina aggiunge: «Bisogna muoversi per tempo: luglio e agosto sono periodi pieni. Per questo è necessario prenotare mesi prima. Il mio consiglio è non cedere alle scorciatoie. Bisogna sempre domandare alla struttura come organizza la routine del giorno e quali sono gli spazi dove vengono tenuti gli animali. Fondamentale è il personale, che deve essere specializzato e competente anche in caso di terapie quotidiane richieste dal padrone, e il veterinario, che da noi è sempre presente. Offriamo giardini ombrosi, ampi spazi dove possono riposare e giocare. I box vengono usati solo in caso di pioggia e solo durante la notte».
Inutile dire che abbandonare è sbagliato. Quel che viene da chiedersi è, allora, perché abbandonare? L’abbandono come una soluzione a tanti problemi, economici e non solo. Peccato che non abbiamo a che fare con un mobile o con un vestito. Abbiamo a che fare con un cuore e una mente che conserva ricordi.
L’animale va tutelato, sempre, senza nessuna distinzione. Nella buona e nella cattiva sorte. Anche se vecchio, malato, disabile. Ma questo, appunto, lo sanno tutti. Chi dice il contrario, mente. È solo un pessimo attore. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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