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Nuova allerta temporali, Grassina ha ancora paura. «Caditoie intasate»

Matteo Leoni
Nuova allerta temporali, Grassina ha ancora paura. «Caditoie intasate»

Corsa contro il tempo per ripulire i fossi pieni di detriti Il sindaco: «Sacchi anti-allagamento a difesa delle case»

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BAGNO A RIPOLI. I residenti di Grassina guardano le caditoie dove ancora si vede il fango portato dagli allagamenti provocati dal nubifragio di Ferragosto, e hanno paura. «È prevista ancora pioggia, non vorrei che succedesse di nuovo» dice una signora affacciata dalla finestra di casa in via Pian di Grassina, una delle strade più colpite. Il timore è per l’allerta meteo di codice giallo per forti temporali previsto per oggi. Gli operai del Comune di Bagno a Ripoli ieri hanno affrontato una corsa contro il tempo – a seguire le operazioni c’era anche il sindaco Francesco Casini – per ripulire i fossi e i borri della zona, intasati dalla melma venuta a valle col nubifragio. Si tratta proprio di quella rete di canali che costituisce il cosiddetto “reticolo idrico minore”che a Ferragosto non ha retto alla violenza dell’acqua, esondando. Il sindaco su facebook ha fatto sapere che, proprio in vista del nuovo allerta meteo, sono stati posizionati anche altri sacchi anti-allagamento a difesa delle case.

Tra i cittadini c’è anche chi, suo malgrado, si è attrezzato per il fai da te: «Non è venuto nessuno, così abbiamo pulito le caditoie con le nostre mani, ma le fogne sono ancora intasate» racconta Maria, titolare di un ufficio al piano terra in via Pia n di Grassina. Ieri mattina si è rimboccata le maniche e ha tolto i materiali che intasavano i tombini: «Dopo ore dall’allagamento – racconta – l’acqua usciva ancora dalla caditoia». Accanto al negozio abita Nicoletta. Dice di essersi sentita abbandonata nelle prime fasi dell’emergenza: «La sera dell’inondazione – dice – mi sono dovuta mettere io a bloccare le macchine all’ingresso della strada, ogni auto che passava un’onda d’acqua entrava nelle case, non c’erano vigili, non c’era nessuno. La protezione civile è arrivata con una pompa idrovora, ma è mancata la luce e allora hanno dovuta trovare un generatore». «In molti – afferma sempre Nicoletta – stanno provvedendo con mezzi privati anche per portare via i mobili da buttare». Sul posto sono arrivati anche i mezzi di Alia, che raccolgono quel che resta del mobilio delle abitazioni.

Intanto in Comune si lavora per dare un indennizzo ai cittadini attraverso il riconoscimento dello stato di emergenza, che dovrebbe arrivare a giorni: «Stiamo facendo la conta dei danni – afferma il sindaco Francesco Casini – ci serve e anche molto accurata, perché è essenziale per poter terminare la compilazione della richiesta dello stato di emergenza. I danni sono molto ingenti». E mentre si contabilizzano i danni, sono in corso verifiche su possibili omissioni nella manutenzione dei terreni da parte di privati: «Stiamo verificando che alcune ordinanze che avevamo fatto siano state eseguite – spiega il sindaco Casini –, ma non è questo ad aver causato il fatto, dovuto a un mix micidiale, tra la bomba d’acqua di dimensioni esagerate e il terreno secco di sei mesi che non è riuscito a fare da filtro». «I fossetti, borri e canali spesso a secco senza portata d’acqua per molti mesi l’anno e tombati nel corso degli anni ‘60-70-80 restano il problema – afferma ancora –, di non facile soluzione, ma su cui attiveremo una non semplice pianificazione di progetti e investimenti per realizzare zone di accumulo e casse espansione a monte delle aree urbanizzate». Al momento risultano sfollate sei famiglie, spiega sempre il primo cittadino, ma solo due anno avuto bisogno dell’assistenza del Comune. Nelle prossime ore però potrebbe essere dichiarato inagibile un condominio dove vive una decina di persone. Moltissime poi le persone si sono fatte ospitare da parenti e amici in attesa di finire di ripulire le case.


 

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