Il Tirreno

Firenze

La struttura

Immobile confiscato alle mafie per le donne vittime di violenza

Valentina Tisi
Don Luigi Ciotti (secondo da sinistra) insieme al sindaco Fossi (al centro) e all’assessore Ricci durante la consegna del bene confiscato alla mafia al Comune
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Don Luigi Ciotti (secondo da sinistra) insieme al sindaco Fossi (al centro) e all’assessore Ricci durante la consegna del bene confiscato alla mafia al Comune

È l’ultimo simbolico atto della giunta di Campi Bisenzio prima di congedarsi. L’edificio di via Colombina in comodato gratuito alla Società della Salute

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CAMPI BISENZIO. Dare uno spazio sicuro dedicato alle donne vittime di violenza, è stato questo l’ultimo atto della giunta comunale di Campi Bisenzio prima di decadere. Si tratta di un progetto a cui l’amministrazione campigiana stava lavorando da tempo e che riesce a coniugare due valori importanti: quello della legalità e quello dell’accoglienza. Sì perché l’alloggio che vedrà nuova vita grazie a questo percorso e che potrà dare una risposta a tante donne in difficoltà è un bene confiscato alle mafie. È un percorso che viene da lontano quello che ha portato a questo passaggio, iniziato alcuni anni fa, quando l’amministrazione, grazie al rapporto con la Regione e l’Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, è venuta a conoscenza della disponibilità di questo bene sul territorio. Da lì ha preso il via tutto il lavoro propedeutico, a partire dai contatti con la Prefettura allo scopo di manifestare l’interesse del Comune per l’acquisizione dell’immobile e la ferma convinzione che avrebbe dovuto essere destinato a finalità sociali, beni espropriati come questo infatti possono essere utilizzati dallo Stato anche per finalità proprie, come per ospitare caserme o scuole.

A questo sono seguiti poi tutti i passaggi necessari per l’acquisizione del bene da parte del Comune: il 21 giugno 2021 il sindaco ha anticipato l'interesse dell'ente all'acquisizione dell’immobile al patrimonio comunale per finalità sociali; interesse confermato dalla delibera di giunta del 2 luglio con cui se ne specificava l'utilizzo come casa rifugio per donne vittime di violenza; infine il passaggio in consiglio comunale, nel gennaio del 2022. A dare conclusione a tutto il percorso intrapreso è stata l’ultima delibera, con cui giovedì scorso la giunta ha affidato in comodato d’uso l’immobile alla Società della salute zona Firenze nord-ovest a titolo gratuito. Una concessione valida per due anni, rinnovabili, per trasformare l’immobile in un luogo di accoglienza per donne vittime di violenza.

Un segnale importante quello di realizzare una struttura di questo tipo a Campi, soprattutto in considerazione del fatto che questo passaggio va ad accendere i riflettori sulla tipologia di reato che è cresciuta di più negli ultimi decenni. Un segnale che, insieme all’apertura dello sportello antiviolenza, rappresenta una risposta ai bisogni dl territorio. “Il nostro ultimo atto di giunta di questa bellissima esperienza amministrativa racchiude in sé il senso del lavoro di tutti questi anni” sono le parole con cui l’ormai ex assessore al welfare e alla legalità Luigi Ricci commenta questa scelta. “Con i miei colleghi abbiamo dato avvio al progetto di sostegno a donne vittima di violenza affidando l'alloggio confiscato alle mafie di via Colombina alla Società della salute zona fiorentina nord-ovest. Era una promessa che avevo fatto tanti fa e grazie al lavoro di Giovanna Salerno e il sostegno di Eleonora Ciambellotti (presidente del consiglio comunale), Ester Artese (assessora alle pari opportunità) e di tutto il consiglio comunale, il progetto vedrà la luce nei prossimi mesi”. Un progetto che va ad affiancarsi a quello realizzato alcuni anni fa con l’acquisizione di un altro bene confiscato alla mafie, quello di via delle Viole, destinato poi ad un progetto legato all’autonomia abitativa dei minori con disagio. «Con “Casa Le Viole”, inaugurata nel 2019 - aggiunge Ricci - la nostra comunità ha due nuovi beni comuni che potranno essere utilizzati per sempre per finalità sociali. Una ricchezza che non si misura e che rende la nostra terra ancora più accogliente e solidale».


 

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