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Tramvia, capolinea davanti a Villa Rucellai. Protestano i residenti di piazza Aldo Moro
CAMPI BISENZIO. Più della campagna elettorale, per il momento a rendere ancora più caldo l’agosto campigiano è il dibattito sulla tramvia, anzi su un punto ben preciso del percorso. Da qualche settimana alcuni cittadini si sono riuniti nel Comitato di piazza Aldo Moro che si sta opponendo alla scelta di realizzare nel giardino il capolinea della nuova linea tramviaria. Molti i consensi raccolti fino a ora: la petizione online, infatti, in un mese ha quasi raggiunto le 800 firme. Il 5 agosto, poi, il comitato ha anche inviato una lettera alla Regione, al Comune di Firenze e a quello di Campi per mettere in luce le problematiche che riguardano l’ultimo tratto della linea 4.2 e per chiedere una rivalutazione del percorso. «La nostra proposta è quella di attestare il capolinea immediatamente a sud di via Giordano Bruno, lasciando quindi invariato il percorso fino a quel punto, ma interrompendolo prima di passare fra la scuola primaria e la scuola materna e prima di occupare, con la linea e il proposto capolinea, il giardino pubblico di piazza Aldo Moro - spiega il comitato - . Chiediamo anche che sia attivato un servizio di navette a servizio del capolinea Giordano Bruno, in grado di far confluire su di esso tutta la potenziale utenza costituita da tutti i cittadini del Comune di Campi che non abitano nei pressi del percorso».
«Il percorso tranviario passa a una distanza troppo ridotta fra due scuole - prosegue il comitato - : siamo preoccupati per la sicurezza dei bambini e per le vibrazioni. Inoltre la zona pedonale verde con alberi fra le due scuole, verrebbe distrutta. E poi circa una trentina di alberi, molti dei quali di 40 anni, verrebbero abbattuti. Alberi piantati in sostituzione non potrebbero mai competere con le capacità di cattura dell’anidride carbonica». La visibilità assunta dal comitato in queste settimane ha fatto in modo però che anche i cittadini favorevoli all’attuale percorso e al capolinea in piazza Aldo Moro cominciassero a far sentire la voce chiedendo che tutto resti com’è da programma. «Capisco la voglia di dire no a un’infrastruttura, che adesso, sulla carta, sembra scomoda a chi abita in zona piazza Moro - afferma un cittadino -. Ma visti i risultati ottenuti in zone tipo Careggi, Statuto, ma anche Scandicci, dove invece alla fermata principale della città si è costruito due palazzine con centri direzionali e attività commerciali, mi chiedo, a questo punto, se può esistere anche un comitato favorevole all’infrastruttura che passa in piazza Aldo Moro, così da servire tutta la parte centrale di Campi in quanto le persone possono arrivare velocemente a piedi anche da via Delle Corti o da via Rossini o via Verdi e forse anche da Santa Maria. Se invece il capolinea fosse in piazza Nazioni Unite (ex mercato) ogni persona che vorrebbe usufruire della tramvia dovrebbe per forza arrivare in auto. Un ciclo di navette a ritmo di tramvia, ogni 10-12 minuti, costa minimo 200mila euro all’anno e invece di abbattere i costi i aumentano»
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