Gioco
Cascine, il pusher nasconde la droga e si getta in Arno per sfuggire ai carabinieri. Ma il cane Batman fiuta il “bottino”
Blitz dell’Arma e inseguimento rocambolesco nel parco. Trovati due etti e mezzo di hashish. Lo spacciatore salta il parapetto e si lancia nel vuoto
FIRENZE. Si è buttato in Arno per tentare di sfuggire a un controllo dei carabinieri. È successo ieri nel parco delle Cascine a Firenze dove i militari hanno svolto un servizio straordinario con l’aiuto dell’unità cinofila. E in azione è entrato il pastore tedesco "Batman", che ha consentito di recuperare e sequestrare oltre due etti e mezzo di sostanze stupefacenti, per lo più hashish e marijuana, occultate tra la vegetazione.
Durante i controlli, l'attenzione dei carabinieri veniva attirata dall'atteggiamento di un uomo, un 21enne marocchino già noto alle forze dell'ordine, che, in viale Lincoln, tra il parco e il ponte della tranvia, alla loro vista ha iniziato a correre in direzione del ponte per poi scavalcare il parapetto e lanciarsi nel vuoto, impattando sulla riva dell'Arno.
Immediatamente raggiunto dai militari, il giovane, apparentemente illeso, dopo essersi disfatto del proprio smartphone, subito recuperato, si è tuffato nel fiume raggiungendo a nuoto la riva opposta. Qui, dopo un prolungato dialogo con i carabinieri, si è convinto a uscire dall'acqua, venendo affidato alle cure dei sanitari del 118 e portato in ospedale.
Dalle verifiche è emerso che il 21enne era gravato dal divieto di dimora nel comune di Firenze, misura che ha violato e per la quale verrà richiesto l'aggravamento. Oltre a lui, altri due stranieri, un gambiano 22enne e un senegalese 24enne sono stati denunciati per reati inerenti l'immigrazione.
Un blitz dei carabinieri che arriva dopo numerosi casi di aggressioni, risse e perfino rapine ai danni di passanti. In una di queste è rimasta coinvolta anche una carabiniera, il maresciallo Angela Salerno, che giorni fa, mentre era libera dal servizio e a bordo di una bici, ha sventato un’aggressione, consentito di arrestare il rapinatore, e rassicurato la vittima in un abbraccio raccontato in un video pubblicato proprio dal comando generale dell’Arma come esempio di abnegazione.
Non un caso che i carabinieri alzino l’asticella dei controlli nel parco. Da tempo è una sorta di zona franca sotto il controllo dei pusher e non più il grande polmone verde in cui i fiorentini erano abituati ad andare a fare jogging, passeggiate a piedi e in bici.
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