Gioco
Uccise la moglie accoltellandola, la figlia: «Una tragedia annunciata»
L’anziano, gravemente malato, è morto il 10 agosto in un hospice. La donna adesso ha deciso di rompere il silenzio in cui si era chiusa dopo l’episodio, per dare la sua versione dei fatti
CAMPI BISENZIO. È morto il 10 agosto in un hospice Bruno Del Lama, l’uomo di 87 anni che il 9 luglio scorso ha ucciso a coltellate la moglie Bruna, ottantatreenne, nel loro appartamento via delle Corti a Campi Bisenzio, e poi ha cercato di togliersi la vita. L’anziano, rimesso in libertà dopo l’arresto, era gravemente malato. Un omicidio dettato dalla disperazione, dalla consapevolezza di non avere più le forze per occuparsi della moglie. Una tragedia che però, secondo la figlia della coppia, Sandra Del Lama, poteva essere evitata. La donna adesso ha deciso di rompere il silenzio in cui si era chiusa dopo l’episodio, per dare la sua versione dei fatti, per dire che quella della madre è stata una morte annunciata. Sua madre, afferma, poteva essere salvata. La figlia spiega di aver compreso tempo fa la situazione di pericolo in cui si trovava l’anziana, e di aver dato l’allarme, senza essere però ascoltata. Circa due mesi prima dell’omicidio Sandra Del Lama era a tavola con la madre Bruna: «Mia madre era seduta accanto a me – racconta la donna – e mi dice “tuo padre mi vuole ammazzare”». Prima di essere uccisa l’anziana aveva lanciato un grido di aiuto. Che la figlia aveva raccolto. «Nessuno le credeva – racconta la figlia della coppia –, solo io».
Sandra del Lama temeva per l’incolumità della madre già prima di questo episodio. Proprio per questo si era attivata ed era riuscita a far sì che i due anziani fossero seguiti dagli assistenti sociali. Non risparmia parole forti, Sandra Del Lama, per descrivere la situazione che, stando al suo racconto, si viveva a casa degli anziani: «La morte di mia madre – dice – è stata fatta passare come un dramma dell’abbandono, ma non è così. Io mi sono rivolta alle istituzioni per lei, proprio perché volevo tutelarla, dato che da sola non riuscivo perché mio padre ha sempre avuto un carattere autoritario, prepotente, considerava mia madre come una sua proprietà».
La donna racconta di aver effettuato ripetute segnalazioni della situazione di disagio che viveva la madre, ma senza ottenere risultati: «Senza attribuire responsabilità specifiche a nessuno – afferma –, mi chiedo come sia stato possibile che mio padre sia riuscito a sgozzarla dopo tutto quello che avevo fatto per proteggerla. Mi sono raccomandata fino all’ultimo». «Lui – racconta ancora – non voleva che io me ne occupassi, e neppure la badante, non voleva nessuno. Era il suo aguzzino».
Bruno Del Lama ha ucciso la moglie con un singolo fendente alla gola, poi ha rivolto il coltello da cucina contro di sé, tentando di togliersi la vita. Soccorso dai sanitari, è stato portato all’ospedale di Careggi in stato di arresto. Il giudice lo ha rimesso in libertà, ritenendo non vi fosse il rischio di una reiterazione del reato: «L’uomo – ha scritto il giudice – ha agito in modo violento ma dominato dall’esasperazione e dalla disperazione».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
