Il Tirreno

Firenze

Il caso

«Le fontane devono zampillare», il Comune di Firenze fa scattare i controlli

Luca Amodio
«Le fontane devono zampillare», il Comune di Firenze fa scattare i controlli

Non sono le regole anti-siccità ad aver imposto lo spegnimento di vasche e fontanelli storici

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Fontane senz’acqua? Contrordine, non c’entra la siccità. Infatti le fontane nel suolo fiorentino dovrebbero essere tutte attive e spruzzanti. Dovrebbero. Perché in molte di loro non si vede nemmeno mezza goccia. È quanto abbiamo raccontato sul nostro giornale ieri in un reportage che metteva a fuoco la condizione di alcune vasche e fonti monumentali in città che appaiono agli occhi di cittadini e visitatori effettivamente “a bocca asciutta”.

Un peccato per quel museo a cielo aperto di giochi d’acqua che è Firenze, le cui piccole e affascinanti meraviglie si trovano qua e di là ma che così non possono esprimere tutto il loro potenziale. Una sentita assenza per una città che si sta abituando ai 40 gradi.


La vicesindaca, Alessia Bettini, che ha anche la delega alla manutenzione e al decoro, spiega però che «non è stata varata nessuna ordinanza anti-spreco di acqua per quanto riguarda le fontane», fatta eccezione per quella già emessa nei giorni scorsi dal Comune di Firenze – come in molti altri del territorio – che vieta l’uso ingiustificato di acqua per usi diversi da quelli igienici e domestici.

Dal punto di vista tecnico va precisato che alcune fontane dell’area comunale fanno capo alla direzione ambiente, e in linea generale sono quelle situate nei pressi dei giardini. Altre, invece, come quelle delle piazze, fanno riferimento alla direzione dei servizi tecnici che risponde proprio a Bettini. Ciò che non cambia, almeno dalla nostra ricognizione sul posto, è il corretto funzionamento di un tipo piuttosto che dell’altro.

E infatti, per fare qualche nome, a non sgorgare acqua è la fontana di Piazza della Libertà, di competenza dell’ufficio ambiente, i cui spruzzi laterali che danno sulla grande vasca sono spenti. Come spiega l’assessore all’ambiente Andrea Giorgio, «la fontana è attualmente spenta perché è in programma la pulizia dell’impianto, che a causa delle alghe non funzionava».

Stessa storia, per il Tabernacolo delle Fonticine in via Nazionale e il Narciso alle Cascine: entrambe sotto il cappello dell’ufficio tecnico. La prima, seppur in buone condizioni, non sgorga più – venendo meno alle sue preziose funzioni, specie d’estate; la seconda invece non ha più la sua pozza d’acqua in cui il giovane vanitoso poteva specchiarsi. Proprio riguardo a queste ultime, Bettini dichiara che «agli uffici risultano in verità attive, fatta eccezione per guasti momentanei che dopo aver verificato, provvederemo eventualmente ad attivare».

Ma risultano “assetate” anche la fontana del Prato di Ognissanti così come quella dell’Agnellino. Proprio per quest'ultima il destino si è rivelato beffardo: da esser originariamente adibita a lavatoio per i panni delle famiglie, oggi vede il povero agnellino ciondolare a secco. Ma insomma, come precisa la vicesindaca, «le fontane dovrebbero funzionare tutte e c’è anche una ditta di manutenzione ad hoc adibita a monitorare il corretto funzionamento, le fermiamo soltanto quando ci sono usi impropri, come se alcune persone le usassero per lavarsi ad esempio; oppure qualcun’altra è stata disattivata durante il Covid».

Tuttavia, rispetto ai guasti, Bettini spiega che «non ci risulta alcun malfunzionamento, ma chiederemo alla ditta di eseguire un sopralluogo nei prossimi giorni». Poi, prosegue la vicesindaca, «il dato politico che tengo a sottolineare è che tutte le fontane sono sottoposte ad assistenza, non sono lasciate a loro stesse: c’è anche un capitolo di spesa adibito alla loro manutenzione, salvo imprevisti come un’accidentale rottura dell’impianto idrico».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa