Il Tirreno

Firenze

L’esplosione, il boato e il crollo; polverizzato il silos dell’ex Seves

Matteo Cali
L’esplosione, il boato e il crollo; polverizzato il silos dell’ex Seves

Residenti chiusi in casa per precauzione. Controlli di polizia e vigili urbani . Nell’area industriale di via del Palazzazzio, a Castello, ci si installerà la Leo France

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FIRENZE. Un boato avvertito ad un chilometro di distanza, poi la demolizione tramite esplosione. Così è crollato il vecchio silos dell’ex Seves, storica vetreria fiorentina, in via del Palazzaccio, nella zona di Castello, a Firenze. La demolizione, avvenuta ieri mattina, era stata programmata da Palazzo Vecchio e ha riguardato una vecchia struttura ormai in disuso, alta ventisei metri. Nell’ex area Seves sorgerà un’area industriale di proprietà di Leo France, azienda della famiglia Pinzauti, leader nel settore degli accessori per l'alta moda, e la demolizione si è resa funzionale alla prosecuzione del cantiere di costruzione della nuova area per la realizzazione dei nuovi stabilimenti dell’azienda fiorentina. L’investimento dell’azienda che produce bigiotteria e accessori per i più grandi brand della moda supera i 20 milioni di euro: nel progetto iniziale del 2018, rallentato a causa dell’emergenza pandemica, la durata dei lavori era di tre anni e per il 2023 si prevedeva che lo stabilimento, dopo la Seves, tornasse a pieno regime.
 
Di fatto l’acquisizione dei locali da parte di Leo France rappresenta uno scambio di testimone con un'altra azienda che ha fatto del connubio tra esperienza artigiana e alta tecnologia il suo tratto distintivo, arrivando a collaborare con le principali maison della moda. Ma la scelta della demolizione è avvenuta dopo aver valutato troppo dispendiose, sia in termini di costi che di tempo, le normali procedure di abbattimento che, inoltre, avrebbero creato maggiori disagi sia all'interno del cantiere che nell’area di via Reginaldo Giuliani. Così la Nigro Costruzioni e la Castelnuovo Lavori, che hanno curato la demolizione del silos, hanno optato per una procedura innovativa. L’edificio quindi è stato fatto crollare grazie al posizionamento di microcariche che hanno prodotto un’unica deflagrazione che ha consentito la demolizione, quasi totale della struttura.
 
Ma nonostante l’operazione di abbattimento sia durata pochi secondi, dietro a quel tempo che sembra un attimo ci sono mesi mesi di studi approfonditi, simulazioni grafiche e la realizzazione di progetti ingegneristici fondamentali per una perfetta esecuzione. Dalle attività preventive l’abbattimento, allo studio di collocazione delle cariche, all’impostazione del timing di esecuzione, nell’operazione di abbattimento è necessario calcolare ogni fase, ogni dettaglio, compresa l’interazione con l’ambiente e le attività circostanti. Anche per questo motivo, considerato che la deflagrazione si è avvertita ad un chilometro di distanza, il Comune aveva invitato i cittadini della zona a tenere chiuse le finestre a scopo precauzionale, e stamani le operazioni si sono svolte sotto il controllo della questura, facendo spostare auto e persone dall'area di cantiere.
 
Nei giorni precedenti, invece, era stato effettuato un accurato lavoro per avvisare tutto il quartiere della procedura in atto. «Abbiamo scelto una procedura innovativa proprio nell’ottica della sicurezza – ha spiegato Giovanni Nigro, amministratore della Nigro Costruzioni -. Ci trovavamo di fronte a un fabbricato molto alto e di difficile demolizione con gli strumenti tradizionali. Così abbiamo pensato alla demolizione con esplosione per la sicurezza di tutti. Con l’intervento di quest’oggi, nonostante tutte le difficoltà del periodo, si sta completando la prima parte di lavori nel cantiere, per poi dare avvio alla seconda fase». 
 
Giovanni Polazzi, socio fondatore dello studio Archea, ha poi spiegato le fasi che seguiranno alla demolizione del silos. «L’intervento serve per consentire la realizzazione di un nuovo padiglione, i cui lavori partiranno a settembre. Qui sorgerà il corpo principale della fabbrica Leo France, di circa 20.000 metri quadri su due livelli». 

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