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La protesta

Affitti brevi Albergatori in rivolta: «Politica scollegata dalla realtà»

Affitti brevi Albergatori in rivolta: «Politica scollegata dalla realtà»

Dopo la bocciatura in Aula della «salva Firenze»

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FIRENZE. La bocciatura in Senato, da parte di Lega e M5S, degli emendamenti alla legge Venezia – chiesti da tutti i sindaci delle città d’arte (con in testa Firenze)per regolamentare gli affitti brevi e per porre un limite allo strapotere delle piattaforme online – ieri ha sollevato un vespaio di polemiche. Sia tra gli operatori del settore turistico che tra le forze politiche. «Restiamo indignati, anche se purtroppo non sorpresi per questa bocciatura – il commento di Francesco Bechi, presidente di Federalberghi Firenze e grande sostenitore della norma “salva centri storici” – Sono anni che chiediamo un intervento che possa tutelare e salvaguardare i tessuti urbani di città che ormai si sono trasformate estromettendo gli abitanti e cambiando il volto e l’identità culturale delle stesse, nonché tutelare le imprese dalla concorrenza sleale garantendo stesso mercato, stesse regole». ll testo bocciato dalla Commissione Trasporti di Palazzo Madama avrebbe fornito ai Comuni la possibilità di «integrare i propri strumenti urbanistici per individuare, con riferimento al centro storico, i limiti massimi e i presupposti previsti per la destinazione degli immobili residenziali ad attività di locazione breve». La scelta del Carroccio e dei grillini, e ancora prima del ministro, «mi ha fatto molto arrabbiare – lo sfogo di Monica Rocchini (Assohotel Confesercenti) – e dimostra che la politica non ha il contatto con la realtà. Mi spiace per Firenze, per la mia categoria ma soprattutto per le altre città d’arte per questa occasione persa». «Sugli affitti brevi, oggi, una regolamentazione è indispensabile – afferma Stefano Rosselli (Confindustria) – Non solo per non creare concorrenza sleale fra chi ha una attività turistico ricettiva dichiarata, e quindi regolamentata, e chi invece fa affitti turistici brevi non disciplinati da alcun regolamento; spesso anche in luoghi improvvisati e poco idonei. Altre città d’arte sono intervenute dovremmo quindi muoverci velocemente». Critiche arrivano anche da Giacomo Cioni (Cna Firenze): «Che buon senso e responsabilità politica siano merce sempre più rara è ormai una certezza, basti pensare alle modalità di caduta del governo. Questa bocciatura ne è l’ennesima conferma. Opporsi a strumenti che tutelano i centri storici è illogico, oltre che discriminante, visto che Venezia una sua legge l’ha ottenuta». A difesa di Garavaglia e della scelta della Lega si schiera il capogruppo in Palazzo Vecchio Federico Bussolin, secondo cui «non si tutelano i centri storici con leggi liberticide, apprezziamo quindi la presa di posizione del ministro Garavaglia: intervenire a livello nazionale contrastando l’abusivismo è il primo passo per unire tutti gli attori che si impegnano nel turismo». Un attacco, infine, sia a Nardella che a Lega e M5S arriva da Dimitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune: «Il sindaco ha provato a usare Firenze e gli affitti brevi per la sua campagna nazionale. A rimetterci è la città, con Lega e 5 Stelle che purtroppo inseguono la retorica della piccola proprietà per difendere le grandi piattaforme». 

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