Toscana
Aggredita e insultata per il burqa «Atto grave, incontrerò la donna»
La solidarietà del sindaco Riccardo Prestini. Denunciato 35enne di Vaiano
CALENZANO. «È un grave atto di razzismo, ma la vittima di questa storie è stata coraggiosa e ha fatto la scelta giusta: denunciare. Vorrei incontrare la signora ed esprimere personalemente la solidarietà e il sostegno dell’amministrazione e della comunità di Calenzano». Con queste parole il sindaco Riccardo Prestini si rivolge alla donna di origini marocchine che nei giorni scorsi alla stazione di Calenzano è stata aggredita – e le è stato strappato il burqa – mentre cercava di salire sul treno. «Condanniamo questo atto razziale – continua Prestini – e apprezziamo il coraggio che ha dimostrato. Quanto accaduto è un ulteriore segnale che ci spinge a vigilare: si tratta di gesti violenti che devono essere stroncati sul nascere». L’episodio ha colto di sorpresa tutta la cittadina che mai ha registrato fatti del genere. «Non abbiamo segnalazioni di attacchi così aggressivi verso soggetti di altre comunità o confessioni – spiega il sindaco – e ci auguriamo che si tratti di un caso isolato. Ma quanto accaduto alla stazione ci mette in allarme e ci spinge a fare più attenzione per il futuro perchè, purtroppo, credo che le tensioni possano acuirsi. Ma Calenzano è sempre stata una comunità aperta ed inclusiva e noi condanniamo con forza questo atto grave». Alla solidarietà espressa dal primo cittadino si associa anche quella della capogruppo del Partito democratico Maria Arena: «Nella nostra società siamo troppo abituati a tollerare tutto, nascondendoci dietro al diritto di libertà dell’individuo, senza limiti – scrive la dem in una nota – Qui non si tratta di libertà, qui si tratta di inciviltà, inaccettabile oggi meno di prima. Una persona che si permette di aggredire fisicamente un’altra persona, un uomo che aggredisce una donna incinta di fronte ad un bambino, non è uomo, ma un “rifiuto umano”; e vorrei sapere cosa hanno fatto le persone che erano presenti. Basta con questa violenza, basta con questa insofferenza verso la diversità, basta! Chi non è capace di vivere in una comunità faccia una scelta rispettosa di un paese democratico, e vada a rinchiudersi in un eremo, da solo, vada su Marte, vada dove vuole, ma non si permetta più di andare in giro, in luoghi pubblici, a dare sfogo ad atteggiamenti di intolleranza. È ora di dire “Tolleranza Zero all’Intolleranza”».
La donna di origini marocchine con indosso il burqa, incinta e insieme al figlioletto di 11 anni – riportava ieri La Nazione – stava salendo sul treno diretto a Firenze quando è stata strattonata e aggredita da un altro viaggiatore, un uomo di 35 anni di Vaiano in provincia di Prato. L’uomo dopo averle strappato il burqa (il velo nero indossato sul volto dalle donne di fede musulmana) l’ha spinta fuori dal treno urlandole parole razziste e impedendole di salire sul convoglio. L’episodio, al quale hanno assistito alcuni viaggiatori oltre al capotreno, ha allarmato il bambino che ha iniziato a piangere e la vittima di quella violenza gratuita, forse per proteggere il bimbo, si è allonata velocemente per poi salire su un altro treno che l’ha fatta arrivare alla stazione Campo di Marte dove ha presentato denuncia alla polizia ferroviaria. L’aggressore è stato poi individuato e rintracciato grazie anche alle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza sia nella stazione di Calenzano (nelle quali si vede il momento dell’aggressione) che sul treno. Lesioni e violenza privata aggravata dai motivi abietti e dall'odio razziale sono le accuse per l’uomo, sul quale la procura di Prato ha aperto un fascicolo.
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