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Tramvia a Firenze, partono i lavori. L’allarme di residenti e commercianti: «Zona paralizzata, sarà il caos»
Ma c’è anche chi coglie l’occasione per cambiare le abitudini. Il passaggio dall’automobile alla bicicletta può essere traumatico, ma in casi come questi può diventare l’unica vera alternativa, se non si possiede uno scooter
FIRENZE. Il loro è un grido d’allarme. I commercianti non lo nascondono: sono preoccupati. «Il nostro timore sono i tempi che si dilatano con la fine degli interventi che avverrà chissà quando», dicono. Da martedì 19 luglio iniziano i lavori per la variante al centro storico, la nuova linea della tramvia che collegherà la Fortezza con piazza San Marco passando per piazza della Libertà. A lavori finiti - che dureranno 45 giorni - potremo beneficiare dell’estensione del servizio. Ma intanto commercianti, lavoratori e residenti dovranno mandare giù il boccone amaro e intraprendere, ogni mattina, la "missione parcheggio". Per se stessi ma soprattutto per i clienti. «È inutile negarlo: questi lavori creeranno un gran scompiglio - spiegano Stefania Identici e Angela Longo del bar "Fuori orario" di via Madonna della Tosse, chiusa nel primo tratto per lavori relativi ai sottoservizi - . Già questa è una strada molto stretta. I disagi ci saranno, ne siamo certe». E la pensa così anche Barbara Borghesi, titolare della cartoleria in viale Spartaco Lavagnini. «Sembra quasi che la tramvia mi insegua - racconta la commerciante - . Quando avevo la mia attività in via dello Statuto me ne sono andata proprio per evitare i lavori. Cosa accadrà? Chi potrà eviterà questa parte di città e andrà altrove». Sulla stessa lunghezza d’onda Claudio e Noemi Anselmi, alla guida di un salone di parrucchieri. «Viale Spartaco Lavagnini è la principale arteria della città, una delle strade più trafficate d’Italia - raccontano - . Immaginate quello che accadrà con i cantieri aperti e i parcheggi che spariranno. Sarà il caos. E il problema non è la tramvia, ma i tempi necessari per realizzarla». Ma Antonio Castracani, del ristorante "Mettiti a Cècce" di viale Spartaco Lavagnini, è ottimista. «Se è il prezzo che dobbiamo pagare per una città moderna ben venga - precisa il titolare - . E poi gli operai al lavoro faranno girare l’economia dei locali».
«La situazione qui peggiorerà - aggiunge Melania Carrisi, una giovane cameriera - . Io vengo da Empoli e già impiego 40 minuti per raggiungere Firenze. Ora sarà un inferno riuscire a trovare un posto auto. La macchina la parcheggio dove trovo posto. Il Parterre per me non è una soluzione, si parla di centinaia di euro mensili. Una tariffa non accettabile, a maggior ragione se non c’è alternativa».
Ma c’è anche chi coglie l’occasione dei lavori per cambiare le abitudini. Il passaggio dall’automobile alla bicicletta può essere traumatico, ma in casi come questi può diventare l’unica vera alternativa, se non si possiede uno scooter. È il caso di Tommaso Loggia, che lavora in un edificio vicino a viale Milton. «Ho cominciato da poco a lavorare qui - racconta - ma sto trovando insostenibile il traffico che vivo ogni giorno andando da casa al lavoro. Vivo a meno di mezz’ora dal mio posto di lavoro, perciò temo che dovrò ricorrere alla bicicletta. Avrei preferito evitare, ma non per motivi legati alla fatica, quanto per il caldo di quest’estate. Farsi tanti chilometri al giorno in bici senza allenamento, con uno zaino pesante sulle spalle e un abbigliamento che è tutto tranne che sportivo, non è molto semplice». Come c’è chi preferisce camminare anche mezz’ora pur di non imbottigliarsi nel traffico, come racconta Luca Guidi, che lavora in viale Lavagnini. «Non vivo troppo lontano, ma nemmeno troppo vicino - precisa -. La macchina potrei anche usarla, ma con i lavori non ho affatto voglia di sprecare tempo e benzina a cercare parcheggio. A questo punto meglio camminare dieci chilometri e ascoltare un podcast o la musica».
Piazza della Libertà è condannata a non avere pace, tra cantieri infiniti, traffico rumoroso, assenza di parcheggi e, ora, ulteriori lavori che rendono la zona un groviglio di smog e nervosismo. Non resta altro che stringere i denti e aspettare a gloria l’arrivo della tramvia. Anche se il problema legato al parcheggio resterà, così come anche quello del ristringimento della carreggiata. Ma questo è un altro discorso.
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