Il Tirreno

Firenze

L’emporio di quartiere si reinventa e scommette su giornali e fumetti

Rita De Blasio
AlessandroCarniani nella sua edicola di piazza del Terzolle
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AlessandroCarniani nella sua edicola di piazza del Terzolle

Piazza del Terzolle, la scelta giusta: «Vendite ok, tanti clienti giovani»

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FIRENZE. La carta stampata sta vivendo un momento di profonda trasformazione. Nonostante l’affermazione del digitale, i giornali continuano ad esercitare il loro fascino e non sono pochi coloro che allo schermo dello smartphone preferiscono l’odore dell’inchiostro. Sono quelli che la mattina si svegliano e vanno in edicola per comprare il giornale cartaceo. Scambiano due battute con l’edicolante e poi cominciano la loro giornata. Se queste persone sono considerate coraggiose e, forse, un po' tradizionaliste, ancora più eroici sono gli edicolanti che hanno visto il loro lavoro cambiare nel corso degli ultimi anni. Uno di loro è Alessandro Carniani, proprietario dell’edicola cartoleria che porta il suo nome in Piazza del Terzolle, nel mezzo tra Novoli e Rifredi: un punto strategico vista la vicinanza con l’università e con la stazione ferroviaria di Rifredi. Non è molto grande ma ci si trova di tutto: giornali, libri sia nuovi che usati, fumetti, figurine e gadget vari. Alessandro, il proprietario, si è dovuto reinventare: la struttura prima era un emporio. Nel 2015, siccome il guadagno era poco, Alessandro ha preso la licenza e ha trasformato l’emporio in un’edicola e cartoleria. «L’ho fatto per necessità», afferma Alessandro «alla fine si è rivelata la scelta giusta perché ora le vendite vanno bene. Ho clienti sia giovani che più anziani e soprattutto collezionisti. La fumettistica va tantissimo. Bisogna starci dietro a questo lavoro per poter capire e diversificare la richiesta del cliente. Per esempio: oggi sono diffuse le figurine dei Pokemon tra i bambini, bisogna averle per forza». Alessandro è da solo a gestire il lavoro. Durante la pandemia è sempre stato aperto e ha lavorato non subendo tante perdite a livello economico. «Mi ritengo fortunato perché non ho mai preso il Covid. Se lo avessi preso sarebbe stato un grande problema dal momento che qui solo da solo», conclude Alessandro che tiene a ringraziare i suoi collaboratori, soprattutto i ragazzi della distribuzione Giorgi che lavorano di notte per far arrivare i quotidiani in edicola. Tutto questo a conferma che l’edicola è ancora un punto di riferimento.


 

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