Sicurezza
Piante, alberi e arredi storici: rinasce il Giardino del Poggio
Progetto di restauro messo a punto da un pool di ricercatori
FIRENZE. Durante gli ampliamenti voluti da Vittoria della Rovere, nel 1654, la villa del Poggio Imperiale fu dotata del cosiddetto "Giardino Grande", fiancheggiato da un boschetto di lecci. Questo si aggiungeva agli altri due giardini murati preesistenti, quello "Dei Fiori" e quello "Degli Aranci", pensati da Giulio Parigi come strettamente integrati con la residenza.
Il "Giardino Grande" è l’unico oggi rimasto, e conserva in buona parte il disegno "all’Italiana", che lo ha caratterizzato fin dalle sue origini. Sul lato sinistro, dove attualmente c’è la palestra dell’Educandato, si trovava invece un tempo "lo stanzone dei vasi", destinato al ricovero invernale delle piante di agrumi.
Sul lato opposto, in asse con la fontana centrale, sono presenti tuttora una terrazza affacciata su un boschetto e una scalinata realizzata da Giuseppe Cacialli intorno al 1825. Da lì, mediante un percorso sottostante si poteva uscire direttamente sulla strada attraverso una porta nel muro di recinzione, ormai chiusa.
L’intero giardino un tempo era caratterizzato da un ricco arredo scultoreo, costituito da statue e busti antichi, gran parte dei quali purtroppo perduti. Ciò che invece è rimasto, anche se versa in pessime condizione, è proprio il "Giardino Grande". E dall’Educandato arriva un’ottima notizia, che era nell’aria da tempo ma che è stata confermata solo ora: c’è infatti un progetto di restauro che riguarda sia l’area verde che la fontana del ninfeo. Il recupero del giardino all’italiana, patrimonio Unesco e uno dei pochi rimasti a Firenze, è stato fortemente voluto dal presidente del Consiglio di amministrazione dell’Educandato, Giorgio Fiorenza, e studiato nei minimi particolari da un gruppo di ricerca multidisciplinare coordinato dal professor Luigi Zangheri, storico dell’architettura e dei giardini. Paolo Grossoni e Franca Bessi si sono invece occupati delle ricerche e della progettazione della componente botanica. Mentre ai rilievi ci stanno pensando gli architetti Alessandro Conti, Lidia Fiorini e Camilla Santoni del Laboratorio di Geomatica e il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Firenze coordinati dalla professoressa Grazia Tucci.
Purtroppo per molti decenni il giardino, di proprietà demaniale, è stato trascurato ed è stato danneggiato sia nella parte vegetale che nelle decorazioni, tanto che vi era stato perfino costruito accanto un campo di calcetto. Il progetto, secondo i criteri della Carta dei Giardini storici redatta proprio a Firenze, ha ripercorso quindi la storia di quel "monumento" così da ricucire il suo disegno. Il progetto prevede l’inserimento di nuove piante e alberi selezionati secondo criteri storici e tiene poi inevitabilmente conto anche della necessità di una manutenzione in linea con le esigenze e la destinazione attuali, non potendo fare affidamento sulla manodopera del periodo mediceo o lorenese. L’impegno degli amministratori a un’adeguata cura consoliderà i miglioramenti che verranno apportati, rendendoli elementi qualificanti e permanenti di tutela ambientale e paesaggistica per quell’unico esempio di giardino all’italiana che una volta terminato sarà anche aperto alla città.
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