Sicurezza
Botte dal compagno, chiama il 112 e la telefonata si interrompe: la polizia scopre l’orrore
Per mesi, l'uomo le avrebbe ripetuto: "Non sei nulla e nessuno ti vuole". E poi minacce e percosse subite in silenzio
FIRENZE. In manette a Firenze un uomo della Giordania, 36 anni, accusato di maltrattamenti in famiglia, minacce aggravate e violenza privata. E' successo nella sera di domenica 10 luglio intorno alle 22.30, in periferia. La polizia è intervenuta su una richiesta di soccorso arrivata al 112, telefonata che però si era bruscamente interrotta, rintracciando la donna e mettendola in salvo. Individuando l'intestatario dell'utenza telefonica, gli agenti sono risaliti a una vecchia residenza dell'uomo. Poi grazie alle segnalazioni dei familiari, sono riusciti a raggiungere l'appartamento dove attualmente è domiciliato. Quando gli agenti, hanno bussato alla porta, il 36enne li ha accolti dicendo che la compagna stava riposando e non voleva essere disturbata. I poliziotti si sono insospettiti e hanno iniziato a chiedere a voce alta se la donna avesse bisogno di aiuto, quindi un lamento li ha attirati nella camera da letto. Li c'era la donna con evidenti segni di percosse sul volto, sul corpo e sulle gambe. In lacrime, ha raccontato agli agenti che da oltre un anno e mezzo subiva botte e umiliazioni dal compagno. Per mesi, l'uomo le avrebbe ripetuto: "Non sei nulla e nessuno ti vuole". E poi minacce e percosse subite in silenzio. Nell'autunno scorso, esasperata, aveva trovato il coraggio di lasciare il 36enne, ma poi nel marzo scorso la storia era ricominciata con altri maltrattamenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
