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Firenze

Li colpì con l’ascia: condannato

Matteo Leoni
Li colpì con l’ascia: condannato

Otto anni al giovane che tentò di uccidere due fidanzati che neppure conosceva La coppia si salvò rifugiandosi in auto. Poi si scusò. «Ero stravolto dalla droga»

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FIRENZE. Aggredì senza motivo due giovani che stavano chiacchierando fuori dalla loro auto, cercando di colpirlo con un’ascia, e poi distruggendo letteralmente la loro auto, dopo che i due ci si erano rifugiati per sfuggire ai suoi colpi. Ieri l’autore dell’attacco brutale, un ventiquattrenne, Abdellah El Moadine, originario del Marocco, è stato condannato in abbreviato a otto anni di reclusione. Il giudice ha accolto in pieno la richiesta dall’accusa, rappresentata dalla pm Christine Von Borries che ha diretto la indagini sul caso. Il giovane è stato riconosciuto colpevole del duplice tentato omicidio dei due ragazzi e di danneggiamento.
I fatti risalgono al 3 ottobre del 2021. Erano circa le tre del mattino, e la coppia si trovava in via dell’Isolotto. I due avevano appena parcheggiato la loro Alfa Romeo Giulietta. Erano scesi dell’auto e si erano messi a parlare. Lui, di 21 anni, era appoggiato alla vettura e stava fumando una sigaretta. La fidanzata, ventenne, era in piedi di fronte a lui. L’aggressore, che secondo quanto accertato successivamente agiva in uno stato di alterazione dovuto all’assunzione di droghe, arrivò brandendo l’ascia alle spalle della giovane. Sferrò un primo colpo dall’alto verso il basso, diretto alla testa della ventenne, che si salvò solo grazie alla prontezza del fidanzato: accortosi di quello che stava per succedere l’afferrò a e la spostò dalla traiettoria del colpo, che finì contro il montante delle vettura passando a dieci centimetri dalla spalla della ragazza. Ma la furia del ventiquattrenne non si fermò. Cercò di colpirli ancora, ripetutamente, fino a che non riuscirono a rifugiarsi nell’abitacolo. A questo punto il malvivente cercò di fare irruzione nella macchina. Con l’ascia mandò in frantumi il vetro del portellone posteriore. Poi il finestrino lato passeggero, i cui frammenti colpirono la ragazza ferendola in modo non grave alla fronte alle gambe. Le indagini sul caso furono condotte dalla Digos, che escluse una finalità di matrice integralista. Un paio di settimane dopo il fatto il ventiquattrenne fu individuato, grazie ai filmati ripresi dalle telecamere della zona, e sottoposto a fermo di indiziato di delitto. Nel corso dell’interrogatorio davanti al gip si era rifiutato di parlare. Poi, sentito dal pm, si sarebbe scusato per la sua condotta, dicendo di aver agito sotto l’effetto di droga. Un consulente psichiatrico ha stabilito la sua capacità di intendere e di volere. Adesso è arrivata la condanna. Le motivazioni della sentenza saranno rese note in novanta giorni.
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