Il Tirreno

Firenze

Firenze si attraversa da Boboli gratis l’accesso dal Belvedere

L’apertura  dell’ingresso di Porta Romana ieri mattina. Sono stati i residenti a richiederne l’apertura
◗
L’apertura dell’ingresso di Porta Romana ieri mattina. Sono stati i residenti a richiederne l’apertura

Sono stati riaperti gli ingressi del parco che torna a essere dei fiorentini. La siccità non ha intaccato la bellezza e la perfezione del giardino 

4 MINUTI DI LETTURA





Dopo due anni, i cancelli di Boboli a Porta Romana sono un po’ duri a riaprirsi. Gli addetti sono costretti a dotarsi di un sasso per sollevare il gancio che ancora il cancello sulla ghiaia. L’apertura degli ingressi di Porta Romana e di Forte Belvedere rappresentano un momento significativo per la città di Firenze.

Simbolo di una ripartenza definitiva. Gli ortolani di Piazzale Porta Romana guardano incuriositi mentre servono i loro clienti. Chi esce dal parcheggio rallenta, per lanciare una rapida occhiata a quanto sta succedendo. I primi turisti, si avvicinano, dotati di bottigliette e cappelli di paglia perché già alle 8 del mattino, la temperatura è elevata.

Ma Boboli è il parco più fresco di Firenze, grazie alle ampie zone d’ombra, per cui non c’è da preoccuparsi. Gli addetti alla sicurezza, per il controllo borse e degli zaini, cominciano a prepararsi.

Oggi è un buongiorno per Firenze e per i fiorentini. «L’apertura dei cancelli rappresenta un passo importante. I fiorentini possono entrare gratis mostrando il documento all’entrata. Possono così attraversare la città passando per il Giardino, proprio come se lo immaginava Pietro Leopoldo che, nel marzo del 1767, rese possibile l’accesso a tutti quanti almeno per qualche giorno a settimana. Poi, con il Regno d’Italia, le cose si complicarono e solo le madri con un permesso speciale rilasciato dal prefetto potevano entrare con i propri pargoli», racconta il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt.

Alla cerimonia di riapertura, è presente anche il sindaco Dario Nardella, l’assessore comunale all’urbanistica e piano di gestione Unesco Cecilia Del Re e il responsabile di Firenze Patrimonio Mondiale e Rapporti con Unesco Carlo Francini.

«È importante valorizzare il patrimonio culturale integrandolo con la vita della città. Grazie a questa apertura, molte persone potranno attraversare il centro storico passando dal parco monumentale più bello del mondo. È una proposta artistica, culturale ma soprattutto rivolta alla comunità. Sono contento di questa iniziativa.

La cosa più bella per un fiorentino è venire a Boboli per rinfrescarsi, passare un po’ di tempo in famiglia o tra ragazzi perché Boboli, prima di tutto, è dei fiorentini» spiega Dario Nardella, che aggiunge: «È un bel risultato e ringrazio la Galleria degli Uffizi per questo regalo, nel segno di Cosimo de’Medici e della città di Firenze».

Attraversare Boboli per andare a lavoro è un bella fortuna. Camminare sul ghiaia prima di tante altre persone, apprezzare il silenzio, che solo un ampio giardino ricco di verde può darti. Lo sa bene l’assessore Cecilia Del Re che racconta «vivo qui vicino e posso assicurare che attraversa Boboli la mattina per andare al lavoro, è una gioia e un grande privilegio. È un parco vissuto e amato da tutti i nostri cittadini, che ringrazio, perché sono stati loro a volere la riapertura del cancello di Porta Romana. Dalla loro petizione è cominciato tutto».

La pandemia ci ha insegnato che vivere in città può essere comodo, ma paghi il prezzo di godere di poche aree e spazi verdi. Firenze, a differenza di tante altre città italiane, può vantarsi di un giardino che rappresenta il polmone verde della città. Un polmone storico che racchiude al suo interno una quantità di opere d’arte inimmaginabili.

Musei, edifici, statue, fontane, siepi altissime e tra poco anche una caffetteria dal carattere rococò come la Kaffeehaus che aprirà a breve.

«La città deve avere i cancelli spalancati per riappropriarsi di quello spazio verdi di ci abbiamo sempre più fame, specie dopo la pandemia. Abbiamo pensato che fosse un’assurdità mantenere l’accesso di Forte Belvedere a pagamento per i residenti del comune di Firenze.

La decisione risale a un decreto degli anni’90, ma è tempo di cambiare. Il direttore Schmidt ha mantenuto la parola data e ha dimostrato che le cose possono essere cambiate» spiega ancora Cecilia Del Re.

Boboli è un punto di riferimento per i fiorentini. Qualcuno se lo ricorda come lo spazio verde dove, con gli amici, andava a fare forca invece di seguire le lezioni alle superiori. Oppure come il luogo del primo appuntamento con il fidanzatino delle superiori.

È un giardino che riporta alla mente mille ricordi. Ma anche uno spazio verde che funge da rifugio per tanti piccoli animaletti, come gli scoiattoli che scorrazzano passando da un albero all’altro. I pesci nuotano nelle vasche delle fontane che, come tante altre, soffrono del mancato ricambio a casa della siccità che colpisce la regione.

Ma nonostante ciò, il giardino risulta perfetto. Non c’è un filo d’erba fuori posto. Non una foglia delle siepi più lunga del dovuto. Un giardino che risente del caldo e della siccità, ma che conserva quell’aurea di perfezione e cura del dettaglio che lo contraddistingue. I visitatori immortalano ogni statua, prestando attenzione a non scivolare sul ghiaino, soprattutto in discesa. Sono solo le 9 e il sole già batte forte.

Ma questo non ha fermato i turisti di ogni età a godersi il giardino semivuoto. Si perdono tra i bivi segnati dalle siepi. Si riposano, prendono fiato dopo la salita per raggiungere Forte Belvedere. È una passeggiata lunga, a tratti difficile se non vestiti in maniera adeguata. Ma la fatica viene messa da parte quando alzi lo sguardo. È proprio in quel momento che ti accorgi di quanto è bella Firenze, la nostra città.

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web