Italia
I detenuti diventano pellettieri: da Sollicciano alle aziende di moda
Il progetto portato avanti dall’imprenditrice Simona Innocenti con Pantagruel insegna a lavorare la pelle: dopo la teoria si lavora in regime di semilibertà
Scandicci “Salviamo la pelle” è stato intitolato così il primo corso di formazione professionale per pellettieri svolto nelle carceri con l’imprenditrice scandiccese Simona Innocenti. Un titolo con una doppia valenza, salviamo la pelle con il recupero degli scarti a cui Simona Innocenti ridà la vita, ma salviamo la pelle anche dando una seconda occasione per chi ha sbagliato, sta pagando e si sta impegnando verso un futuro migliore.
Questo è l’obiettivo che l’associazione di promozione sociale pelle recuperata italiana di cui Simona Innocenti è presidente e Bisbag di cui sempre Innocenti è sempre titolare si sono impegnati da circa tre anni assieme all’associazione Pantagruel e alla Regione Toscana. «È nato tutto due anni fa- dice Simona Innocenti – quando all’epoca c’era il vecchio direttore del carcere di Sollicciano. È stato lui ad aprirci le porte e la nostra fortuna è continuata con l’attuale direttrice Antonella Tuoni che ha continuato a portare avanti il progetto del suo predecessore».
Il progetto nacque nell’aprile 2020 quando si formò un gruppo operativo a supporto delle attività di Pantagruel associazione di volontariato per la difesa dei diritti dei detenuti. All’interno del gruppo di lavoro c’era anche Simona Innocenti. L’anno scorso la stessa Innocenti assieme ai vertici dell’associazione Pantagruel Giuseppe Matulli e Gianni Biagi andarono in Regione a illustrare il progetto e a chiedere di attivare un bando regionale per realizzare questo percorso formativo all’interno delle mura di un penitenziario. «La Regione – spiega Innocenti – ha fatto un bando apposito per poter iniziare questo percorso formativo. Questo ha comportato l’utilizzo di materiali specifici da pellettiere, una cosa che non era mai successo prima e siamo partiti».
Il corso di 150 ore è cominciato il 19 maggio 2021 e si è concluso il 30 luglio 2021 ed è stato frequentato da 12 detenuti di tutte le età, dai 25 ai 59 anni. Ma la storia non finisce qui perché Simona e tutti gli altri soggetti che hanno partecipato all’organizzazione di questo corso non volevano che tutto finisse in una bolla di sapone e che ai corsisti rimanesse solo un pezzo di carta e basta, quindi è iniziata la fase due che ha visto l’attivazione di 7 su 12 tirocini extracurricolari per andare a lavorare all’esterno per poi tornare al penitenziario la sera. Questo è stato possibile grazie al contributo finanziario dell’Ente Cassa di Risparmio che ha consentito l’attivazione dei tirocini. «Io e Simone – ha aggiunto l’imprenditrice – siamo stati i docenti che hanno insegnato all’interno della struttura nella ex Yogurteria in un locale dismesso e abbiamo fatto quasi due mesi e mezzo ai 12.
Hanno iniziato in 12 e hanno finito in 12 è importante dirlo chiaramente, non è una cosa consueta, è stato quasi un miracolo». Questo inserimento nel tessuto produttivo di Scandicci capitale per eccellenza della lavorazioni della pelle e visto anche la cronica mancanza di manodopera adeguatamente formata porterà a un inserimento degli ex detenuti nelle aziende. Potrebbe essere un bacino a cui attingere», commenta Innocenti. Il corso è nato anche per questo. Questi ragazzi hanno voglia di lavorare e di dimostrare e sopratutto di uno scopo per il futuro». Da lo scorso febbraio 7 dei 12 corsisti hanno ottenuto l’art. 21 e attualmente stanno facendo il loro tirocinio nelle aziende del distretto. «Stiamo già lavorando – conclude Simona – perché nel 2023 parta la seconda edizione visto che le domande che erano state presentate per il corso pilota erano più di 100».
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