Gioco
Recupero e gestione di Villa Mondeggi in arrivo oltre 4,2 milioni di euro
Previsto il restauro degli immobili vincolati e la riattivazione dell’attività agricola
BAGNO A RIPOLI. L’estate potrebbe essere il periodo per il recupero della tenuta di Villa Mondeggi, ma anche per aprire nuove strade per la gestione di questo ingente patrimonio.
Sono, infatti, in arrivo 4.204.303 euro per la progettazione definitiva ed esecutiva per la rigenerazione della tenuta di Mondeggi (finanziata dal Pnrr) e il restauro dei beni immobili vincolati.
Una cifra di tutto rispetto che fa dire al sindaco della Città metropolitana di Firenze Dario Nardella che «Mondeggi non sarà più la stessa» e aggiungere «obiettivo che abbiamo perseguito con decisione, sarà non solo tutelata ma diventerà un area multifunzionale con l’insediamento di funzioni in grado di salvaguardare anche la vocazione agricola del territorio».
Al centro del progetto finanziato il recupero territoriale della tenuta di Mondeggi indirizzato al restauro di beni immobili vincolati, con efficientamento energetico, la realizzazione di sottoservizi, invasi e riattivazione dell’attività agricola, che rientra tra gli interventi sostenuti dal Pnrr nella proposta “Inclusione sociale”.
La tenuta di Villa Mondeggi, da otto anni è occupata dalla Comunità Mondeggi Bene Comune ed è sostenuta sostanzialmente da due principi.
«Il primo è la gestione di Villa Mondeggi come un bene comune come è adesso – dice Roberto Checcucci di Comunità Mondeggi Bene Comune – una realtà attraversabile da tutti, con decisioni orizzontali che deve prendere l’energia dal contributo di ognuno e la seconda è la gestione agro-ecologica del territorio, mentre la Città Metropolitana parla di agritech e di innovazioni».
Due visioni, quella della Città metropolitana e quella della Comunità Mondeggi che non molto vicine.
Ma, dice Checcucci «abbiamo cercato di esporre i nostri principi al gruppo di universitari incaricati dalla Città metropolitana e, anche se con un linguaggio accademico, hanno prodotto un documento che rispecchia abbastanza le nostre idee.
I nodi si sono avuti con i politici».
Uno dei problemi, con il progetto di rigenerazione potrebbe essere lo sgombero degli occupanti, ma suggerisce Checcucci «sono otto anni che lo temiamo» e non nasconde che la Comunità è formata da «due anime» una che cerca una collaborazione e un riconoscimento e l’altra più conflittuale.
«Al momento l’assemblea – afferma Checcucci – ha deciso di partecipare questo processo, la nostra posizione è molto chiara. Non ci auguriamo di aprire una fase conflittuale».
Inoltre sostiene che «il finanziamento consentirà il rinnovamento dell’area che, una volta recuperata, dovrà andare avanti con le proprie gambe. Noi come Comunità, dovremo essere bravi a suggerire un progetto di gestione».
L’area di Mondeggi si sviluppa su 200 ettari dove si trovano 7 case coloniche, una villa monumentale, vigne, olivi e seminativi, spiega Checcucci che rivendica due successi, «due medagliette» così le definisce, «siamo riusciti a togliere Mondeggi dalla vendita e poiché siamo ad un certo livello di interlocuzione con la Città metropolita, questo aspetto implica un riconoscimento».
Dal 2014 ad oggi, spiega Roberto Checcucci «siamo riusciti, abitanto di in tre case, a riportare alla produzione agricola importante in quasi la metà del territorio».
Oggi sono circa 300 persone di queste il 10% si trova a vivere all’interno della tenuta. L’estate potrebbe aprire un tavolo d’incontro.
«Secondo quanto ha detto il sindaco Nardella – conclude Checcucci – a settembre o a ottobre inizierà un tavolo di concertazione. E noi come Comunità dovremo essere pronti a partecipare coinvolgendo le associazioni a noi vicine per creare un gruppo di realtà in grado di gestire Mondeggi».
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