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Eike Schmidt riapre tutti i cancelli, il giardino di Boboli si veste a festa

Giulia Poggiali
Eike Schmidt riapre l’ingresso al giardino di Boboli dalla parte del Forte Belvedere
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Eike Schmidt riapre l’ingresso al giardino di Boboli dalla parte del Forte Belvedere

Il 5 luglio sarà la data della rinascita dopo le chiusure nate dalle difficoltà della pandemia

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FIRENZE. Dopo due anni di chiusura, il giardino di Boboli riapre i suoi ingressi di Porta Romana e del Forte Belvedere ed è pronto ad accogliere fiorentini e turisti. La riapertura è fissata il 5 luglio e rappresenta una data simbolica, quasi di rinascita. La pandemia, infatti, ha colpito anche il giardino. Sono state molte le difficoltà incontrate nel reperire personale, dilazionando i tempi a cominciare da quelli per la procedura di affidamento del controllo degli accessi, che torneranno ad essere presidiati e attivi. La riapertura porta con sé una novità: i fiorentini potranno accedere gratuitamente anche dall’ingresso del Forte, e non solo da Annalena e Porta Romana come nel passato. A riaprirlo sarà il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt, che annuncia: «La possibilità di entrare a Boboli anche dal Forte Belvedere è una novità che siamo felici di poter garantire a tutti i fiorentini. Presto si rivelerà ancor più interessante e utile, perché i lavori di restauro della vicina Kaffehaus all’interno del Giardino sono quasi completati». La Kaffehaus è un edificio che risale alla fine del 1700 ed è una delle opere più apprezzate dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena. Un padiglione arioso dalla forma circolare, che ai tempi era utilizzato come area di sosta per la corte durante le passeggiate e come caffetteria per degustare la cioccolata.

Il giardino di Boboli è da sempre una delle mete obbligatorie per i turisti. L’interruzione causata dal Covid, ha messo solo in pausa il successo, in termini di presenze e dunque ricavi. In particolare, il 2019 era stato un anno record con oltre un milione e duecento mila visitatori . Numeri importanti, che derivano dal fascino che solo questo giardino è in grado di suscitare. Boboli non è solo un parco. È un museo a cielo aperto, una pietra preziosa incastonata nella città di Firenze. Al suo interno troviamo pezzi unici, come l’obelisco trasferito a Roma da Domiziano e poi voluto da Ferdinando de Medici, per via delle tartarughe poste alla base della struttura, il simbolo di Cosimo I. Altra attrazione da non perdere è la Fontana del Carciofo, il cui nome deriva dalla somiglianza tra le foglie che crescono sui gambi dei carciofi e le decorazioni delle conchiglie della fontana. Impossibile non menzionare la Grotticina della Madama, una creazione artificiale il cui nome è legato a Giovanna d’Austria, moglie di Francesco I de’ Medici. Al suo interno, troviamo quattro statue di capre. L’animale era caro a Cosimo perché simboleggiava regalità e virilità. Un’altra attrattiva è senza dubbio il Museo delle Porcellane. Situato nel "Casino del Cavaliere", al suo interno è presente una vasta collezione dei Lorena e dei Savoia che comprende piatti, tazze e tazzine, che testimoniano la moda di allora di prendere il caffè e la cioccolata in tazza. Il giardino più fresco della città ci aspetta e per accedervi basta poco: ai fiorentini sarà sufficiente esibire un documento di identità che specifica la residenza sul territorio del Comune, oppure un documento accompagnato dal certificato di residenza.

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