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Campi avrà la sua scuola superiore, presentato il progetto definitivo

Sarà un liceo Steam e ospiterà 900 studenti: l’intesa con le aziende locali


23 giugno 2022 Valentina Tisi


CAMPI BISENZIO. Ci saranno 28 aule e 18 laboratori, una palestra e un auditorium da 250 posti e sarà una struttura all’avanguardia e a basso consumo, luminosa, con un servizio di ristorazione nella corte d’ingresso principale e aperta anche la sera. Questa la nuova scuola superiore che sarà realizzata a Campi, come ha spiegato il vicesindaco Giovanni Di Fede nel corso della serata inaugurale della Festa de l’Unità e tappa conclusiva del percorso di confronto con la cittadinanza dal titolo "Più Campi".

La nuova scuola sarà un liceo Steam International, un tipo di istituto che in Italia è presente solo a Rovereto, Parma e Bologna. Una scuola che nasce innanzitutto per dare risposte al territorio: Campi Bisenzio, infatti, è l’unico Comune toscano di quasi 50mila abitanti a non avere un istituto superiore oltre a essere il più giovane dell’area metropolitana fiorentina, e pensando a quei 2.144 ragazzi che, ogni mattina, lasciano la città per andare a frequentare le scuole di Firenze o Prato.

E l’istituto può arrivare a costare, considerando anche l’aumento del prezzo dei materiali, fino a 34 milioni di euro. «Circa il costo di un’ala di un aereo militare - sottolinea il vicesindaco - . Il progetto di fattibilità è stato finanziato dall’Ente cassa e altri finanziamenti sono arrivati dalla Città metropolitana. A fine mese, poi, il sindaco avrà un incontro a Roma per capire se altri fondi possono arrivare dal Pnrr o da altre linee di finanziamento messe in campo dal ministero».

E saranno 900, in totale, gli studenti ospitati nel nuovo plesso che sorgerà nell’area di via Palagetta, 300 dei quali provenienti dalla sede distaccata del liceo scientifico Agnoletti (che attualmente condivide gli spazi con la scuola media Garibaldi) e 600 iscritti al nuovo istituto. La scuola sarà inoltre legata alle industrie del territorio. «Questo non perché la scuola debba sottostare alle richieste delle industrie - precisa Di Fede - ma è importante che i ragazzi sappiano quale tipo di curriculum sarà più richiesto in futuro: la scuola deve formare gli studenti che poi un giorno andranno a lavorare e i ragazzi devono imparare la cultura del lavoro». E già è stato condiviso un documento con alcune imprese del territorio con cui non solo i ragazzi potranno vedere da vicino come vengono svolte le diverse attività all’interno delle aziende, ma saranno anche le stesse imprese a poter utilizzare gli spazi della scuola: è previsto, infatti, che gli spazi siano "vissuti" anche dai lavoratori di quelle stesse industrie, che nelle ore serali li frequenteranno per corsi di aggiornamento.

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