La manifestazione
Spesa sospesa per chi non ce la fa
Gesti di solidarietà nati durante la pandemia diventeranno una rete di sostegno per chi è in grave difficoltà. Ecco il servizio dei negozi di vicinato e dei volontari
Da situazioni drammatiche come quella della pandemia capita a volte che possano germogliare i semi per qualcosa di bello. È proprio questo il caso del progetto della rete delle botteghe di prossimità. Il progetto, che sarà presentato questa sera alle 21 al chiostro della pieve di Santo Stefano, mette insieme negozi del paese e associazioni per aiutare le fasce più fragili della popolazione, combattendo allo stesso tempo lo spreco alimentare e valorizzando il commercio di vicinato.
Un percorso nato dall'idea di fare tesoro della pratica della spesa sospesa messa in campo spontaneamente dai commercianti durante il lockdown, che sta coinvolgendo una rete sempre maggiore di attività commerciali e realtà associative, come ha spiegato l’assessora alla partecipazione Giorgia Salvatori.
«Già da tempo lavoriamo su progetti riguardanti la comunità del cibo e la lotta allo spreco alimentare, grazie al finanziamento regionale per la partecipazione ottenuto abbiamo potuto dare gambe a questa idea nata sulla scorta dell’esperienza fatta durante il lockdown».
Un momento di estrema difficoltà in cui i negozi si dimostrarono presidi di socialità e di attenzione nei confronti di chi viveva situazioni difficili.
«In quel periodo – ha proseguito Salvatori – non solo le botteghe alimentari erano uno dei pochi posti rimasti aperti ma rappresentavano anche un presidio per la comunità. In quella fase diverse botteghe misero in atto servizi che andavano nella direzione della solidarietà, come la spesa sospesa o la consegna a domicilio. Fu un periodo di gesti di straordinaria solidarietà e partendo da quell'esperienza abbiamo deciso di intraprendere questo percorso cominciando intanto con alcuni negozi di tre aree del territorio».
Le zone da cui prenderà il via il progetto saranno il centro storico, San Donnino e Sant’Angelo. La spesa sospesa e la consegna gratuita a domicilio sono alcuni dei servizi che saranno offerti ai cittadini in difficoltà grazie alla rete di solidarietà che vede protagoniste diverse associazioni locali insieme alla Caritas.
«In questa prima fase – ha detto l’assessora – sono una quindicina le attività che hanno aderito. Sarà realizzata una mappa interattiva sul sito del Comune in cui saranno indicati quali sono i negozi che hanno aderito, che servizi offrono e gli orari. Anche da parte delle associazioni c’è stata una bella risposta. C’è chi si occuperà di andare a ritirare e consegnare il cibo e chi organizzerà iniziative dedicate alla sensibilizzazione sul tema dello spreco alimentare».
Oltre alla Caritas vicariale infatti faranno parte del progetto la Misericordia, la Pubblica Assistenza, la cooperativa sociale Macramè, il consorzio Martin Luther King, Casa le Viole, la Pro loco, Aips – Associazione insieme per solidarietà e Qualità & Servizi.
«L’idea – ha affermato ancora Salvatori – è quella di partire da qui per ampliare ancora di più la rete, sia raggiungendo altre aree di Campi, sia andando a coinvolgere altre attività. Per ora infatti abbiamo deciso di concentrarci sul food perché è un lavoro più immediato ma in futuro vorremmo ampliare anche ad altri aspetti la rete di solidarietà che si è creata».
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